
JPMorgan Chase, la banca statunitense che ha rilevato di recente Bear Stearns, nei primi tre mesi ha contabilizzato un utile netto di 2,4 miliardi di dollari, mentre le svalutazioni operate sono state equivalenti a 2,6 miliardi, ancorate al credito subprime. L' utile per azione di 68 centesimi di dollaro ha rispettato le previsioni medie degli analisti. JPMorgan ha sottolineato che la situazione dei mercati finanziari resta tesa. La banca statunitense nel primo trimestre ha in ogni caso accusato una contrazione dei profitti nell' ordine del 50% rispetto al pari periodo dell' anno precedente, quando l' utile netto si era attestato su 4,79 miliardi di dollari, ossia 1,34 dollari per azione. Tenendo conto delle svalutazioni legate alla crisi del credito subprime ed alla necessità di incrementare le riserve per via dell' esposizione a crediti di bassa qualità la banca ha dovuto contabilizzare 5,1 miliardi di dollari in bilancio. In Borsa il titolo su base 12 mesi ha registrato un calo del 16%, in ogni caso nettamente inferiore al collasso di cui sono state vittime illustri 'colleghe', come Citigroup che ha ceduto ben il 57%. Il 16 marzo JPMorgan ha rilevato Bear Stearns con una proposta di acquisto che è salita a dieci dollari per azione da iniziali due dollari. Nel far questo la banca ha beneficiato di un intervento di emergenza da parte della Federal Reserve per untotale di 29,0 miliardi di dollari. JPMorgan secondo indiscrezioni avrebbe avanzato un' offerta anche sul conto di Washington Mutual, la maggiore cassa di risparmio statunitense. ATS
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