
È stato risolto il conflitto interno che da tempo ha interessato la Jelmoli: gli azionisti riuniti oggi in assemblea straordinaria a Zurigo hanno infatti approvato a grande maggioranza la scissione del gruppo in due società, una immobiliare (Jelmoli), l'altra di investimenti (Athris). Alla riunione hanno partecipato 182 azionisti in rappresentanza del 68% del capitale e dell'83,9% dei diritti di voto. Sono anche stati avallati uno split dei titoli al portatore nel rapporto di 5 a 1 e la loro conversione in titoli nominativi. Sussisterà quindi una sola categoria azioni. Di conseguenza l'azionista principale - la Pelham di Georg von Opel - ha perso la maggioranza di controllo della Jelmoli. In contropartita riceverà 250'000 titoli nominativi, ciò che corrisponde ad un premio del 18,2% sul suo pacchetto o a112'000 franchi. Un premio la cui entità è stata contestata dai piccoli azionisti. Il piano di suddivisione prevede una distribuzione di dividendo sotto forma azioni Athris agli azionisti della Jelmoli. Entrambe le società saranno quotate alla Borsa svizzera verosimilmente dal mese di marzo. La Arthis manterrà la struttura di società con due tipologie di azioni, al portatore e nominative e la Pehlham continuerà ad avere la maggioranza. Nella nuova Jelmoli la società di von Opel deterrà il 29,8% del capitale grazie ai 250'000 titoli di compensazione, contro il 25,9% finora. I diritti di voto sono scesi dal 52,9% al 29,8%. Gli azionisti di Athris avranno la possibilità di conservare il proprio investimento o di ricevere un pagamento in contanti per una parte dei titoli loro consegnati. L'assemblea ha così votato afavore di un programma di riacquisto di azioni fino a concorrenza di 400 milioni di franchi. D'altro canto stamane prima dell'assemblea Jelmoli aveva messo fine alla battaglia giuridica che la opponeva da anni agli azionisti del gruppo immobiliare basilese Tivona. Secondo l'intesa, la partecipazione di Tivona del 55,5% sarà pagata 60 milioni di franchi in contanti. In questo modo entrambe le parti compongono la loro disputa giuridica. ATS
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