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Economia
Italia: Strasburgo boccia Italia, male su poveri, pensioni, lavoro
Redazione
13 anni fa

Lotta alla povertà, pensioni minime adeguate e sicurezza sul posto di lavoro: questi i tre fronti principali sui quali l'Italia non è riuscita a mettere in atto politiche in grado di garantire condizioni di vita dignitose. A esprimere l'impietoso giudizio è il rapporto del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa reso noto oggi. Un documento che ha esaminato come l'Italia ha, tra il 2008 e il 2011, salvaguardato il diritto dei suoi cittadini alla salute, alla sicurezza e alla protezione sociale in base alla garanzie sancite dalla Carta sociale europea. Il risultato dall'analisi condotta è la sostanziale bocciatura, in molti casi, delle situazioni riscontrate. Le principali violazioni dei principi della Carta sociale 'certificate' dal rapporto si riferiscono all'inadeguatezza delle politiche messe in atto per gli anziani, per combattere l'esclusione sociale e per garantire di non restare vittime di incidenti sul lavoro. Secondo il Comitato, infatti, l'Italia non ha leggi specifiche che assicurino agli anziani di non essere discriminati, a causa della loro età, rispetto agli altri cittadini quando si tratta per esempio dell'accesso a servizi bancari o sanitari, oppure alla possibilità di continuare a fare scelte in piena autonomia, o non essere vittime di abusi. E chi tra loro vive con la pensione minima sta messo ancora peggio. Perché il livello dell'assegno è stato giudicato inadeguato da Strasburgo, visto che nel 2011 ammontava ad appena 520 euro al mese contro i 666 euro (cioè il 50% del reddito medio calcolato da Eurostat) ritenuti il minimo indispensabile dal Comitato. Ma l'Italia non riesce a garantire bene neanche i diritti dei lavoratori. Il Comitato denuncia, come fece nel rapporto del 2009, la mancanza di una politica nazionale coerente in materia di sicurezza, come purtroppo sembra indicare anche la frequenza degli incidenti. Questa politica andrebbe definita, attuata e riesaminata periodicamente consultando le organizzazioni patronali e sindacali. E sempre sul piano della sicurezza, il Comitato sottolinea che in Italia manca anche un adeguato sistema di organizzazione per la prevenzione dei rischi. Quanto alla lotta alla povertà, "le informazioni fornite dal governo - si legge nel documento - non sono sufficienti ad alterare il giudizio di non conformità alla Carta già espresso nelle precedenti conclusioni" pubblicate nel 2009. Soprattutto, "tenendo in considerazione l'aumento della povertà nel Paese, i relativamente bassi sforzi di spesa per disoccupazione ed esclusione sociale, oltre che i moderati effetti ottenuti con i trasferimenti sociali". La risposta del ministro del Lavoro Enrico Giovanni, che oggi a Bruxelles ha presentato al commissario Ue per il lavoro Lazlo Andor le iniziative dell'Italia per l'occupazione, non si è fatta attendere. "Proprio perché consapevole della grave condizione di disagio economico e sociale in cui versano moltissime persone e della mancanza nel nostro Paese di uno strumento nazionale di contrasto alla povertà - ha detto - fin dall'inizio del mandato il governo si è impegnato per dare risposte concrete a chi è in difficoltà. Quindi, rispetto al periodo a cui guarda il Rapporto - ha osservato Giovannini - il nostro Paese ha fatto molti passi avanti".

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