
Rigore della spesa pubblica e rilancio dell'economia: se questa resta la strada che il governo italiano intende seguire per affrontare i nodi della crisi, il futuro delle iniziative da intraprendere, compreso il taglio dell'Irap, per il momento sembra fortemente legato alle risorse che saranno garantire dallo scudo fiscale. Che, a giudicare dalle stime che continuano a fare gli istituti di credito, sembrerebbe confermare le più ottimistiche aspettative di rientro. Cifre non ufficiali ma diffuse in occasione del lancio della misura parlano di un reingresso di capitali dell'ordine di 60-100 miliardi di euro, cifre che, considerata la tassazione al 5%, dovrebbero garantire per le casse dello Stato un gettito tra i 3,5 e i 5 miliardi. Un 'tesoretto' al quale sono già collegate molte delle previsioni di spesa per il 2010 'promesse' dal governo in occasione della predisposizione della Finanziaria. In attesa della scadenza per il rimpatrio dei capitali, previsto per il 15 dicembre, le stime sull'effettivo rientro di capitali restano quindi ancora molto premature. In questi giorni lo stesso primo firmatario dell'emendamento pro manovra da 37 miliardi, Mario Baldassarri, nel sostenere l'impraticabilità di una manovra sull'Irap con le risorse dello scudo, ha parlato di un possibile gettito tra "i 3 e i 5 miliardi", confermando quindi le previsioni iniziali di gettito. Ma c'é anche chi parla di un rientro che, a poche settimane dall'inizio del reimpatrio, sarebbe già ora a quota 40 miliardi. Una previsione molto positiva resta quella del mondo bancario: più di un istituto non fatica infatti ad ipotizzare un rientro dell'ordine di 100 miliardi. "La stima è di circa 100 miliardi di cui, a parte i 5 che andranno in tasse, 20 andranno nel comparto immobiliare e 20 nell'industria: un risultato molto importante per il settore in questo momento" ha affermato l'ad di Intesa Sanpaolo Private Banking, Paolo Molesini ed anche Massimo Furno, responsabile Private Banking di Deutsche Bank in Italia si è sbilanciato: "la nostra stima è intorno ai 100 miliardi". Anche Ubs Italia registra una buona partenza per lo scudo e il responsabile della sede di Roma, Giorgio Scaglia, ha sottolineato come "se anche non servirà a risolvere i problemi di tutte le aziende italiane certamente lo scudo è una buona opportunità per aumentare le risorse delle imprese e del sistema italiano in generale". Intanto è in arrivo tra pochi giorni il nuovo modello di dichiarazione riservata, orientato soprattutto alle società, per regolarizzare il rientro di capitali. Il vecchio modello, scaricato fino ad oggi da internet, resterà comunque valido per le persone fisiche. ATS
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