
Due milioni di lavoratori in sciopero, mezzo milione in piazza, oltre 30 cortei in tutt'Italia: sono i 'grandi numeri' vantati dai sindacati di base, promotori dello sciopero generale di 24 ore di oggi in tutti comparti lavorativi, pubblici e privati. Grandi numeri e grandi disagi, secondo gli organizzatori che parlano di paralisi nei trasporti, forti adesioni nella sanità e della scuola. Nella realtà dati ridimensionati: nessuna paralisi ma disagi nelle grandi aree urbane, per traffico in tilt e mezzi pubblici a singhiozzo; molti voli cancellati, adesioni a macchia di leopardo altrove, scuola, uffici pubblici. A pagare le conseguenze del "segnale forte lanciato al governo in tema di politica economica e sociale", come affermano Cobas e Cub, oggi sono stati soprattutto i cittadini di Roma e Milano, compresi quelli che dovevano viaggiare in aereo. Disagi anche via mare, per alcune corse Tirrenia cancellate. Quasi indenne invece, secondo le Ferrovie, la circolazione dei treni, pressoché regolare a fronte di un'adesione di appena l'1%. A mettere in campo la mobilitazione contro l'accordo sul welfare, la finanziaria, il lavoro precario, di fatto, contro la politica economica e sociale del governo Prodi, un gruppo di sigle di base, dal Cu ai Cobas, Sdl, il sindacato anarchico Usiait, Unicobas e altre. ATS
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