
Le autorità italiane hanno intensificato la caccia agli evasori fiscali: i controlli al confine con la Svizzera, finora effettuati soltanto a Ponte Chiasso, da oggi sono stati estesi a tutti i valichi in direzione del Ticino, anche a quelli meno frequentati. L'intensificazione dei controlli al confine italo-svizzero coincide con lo scudo fiscale approvato recentemente dal governo di Silvio Berlusconi. Esso permette agli italiani che hanno nascosto denaro all'estero di riportarlo in patria pagando un'esigua multa del 5%. Alcune stime parlano di 40 miliardi di franchi che potrebbero lasciare le banche ticinesi in seguito a tale amnistia. Dal cantone si sono pertanto già levate diverse voci critiche, che giudicano i controlli alle frontiere una misura di intimidazione incompatibile con il rispetto della "privacy". Camere a raggi infrarossi registrano infatti giorno e notte le targhe degli italiani che viaggiano in Svizzera. Un computer centralizzato registra ed esamina poi i dati, facendo scattare l'allarme nei casi di persone già sospettate in passato. Per non violare le legge a tutela della sfera privata, i dati vengono comunque cancellati al più tardi dopo 15 giorni, scrive la Guardia di Finanza. Ai valichi, inoltre, la presenza del "Grande Fratello" è segnalata da appositi cartelli. ATS
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