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Economia
Italia: elezioni crolla borsa e vola spread
Redazione
14 anni fa

Crolla la borsa di Milano e vola lo spread. La risposta dei mercati a un voto inconcludente in Italia, con un Senato privo di maggioranza, non si è fatta attendere e, come temuto, è stata una risposta molto violenta. Piazza Affari a metà mattina è affondata del 4,8% non lontana dal -5% battuto a ridosso delle prime contrattazioni. Un avvio drammatico, con l'indice che in apertura ha contenuto il calo all'1,57% solo perché la pressione in vendita ha impedito a molti titoli di concludere anche un solo scambio per alcuni minuti mentre altre azioni venivano congelate in asta di volatilità. Intanto sul mercato secondario dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund volava fino a quasi 350 punti base, con un rendimento a un passo del 5%, per poi attestarsi attorno ai 330 punti, il massimo da quasi tre mesi a questa parte. Immediato il costo per il Tesoro che, per collocare 8,75 miliardi di bot a 6 mesi, ha dovuto corrispondere tassi in rialzo all1,23% rispetto allo 0,73% di gennaio. In questa situazione la Consob - autorità di sorveglianza finanziaria ha fatto sapere di studiare l'adozione di misure anti-speculazione a Piazza Affari. E a fine mattinata è arrivato così il divieto di vendite allo scoperto per i titoli Intesa Sanpaolo. I timori di ingovernabilità dell'Italia, con uno scenario politico post-elettorale ancora tutto da decifrare, avevano già avuto ripercussioni prima a Wall Street (-1,85% lS&P 500 ieri sera) e poi questa mattina in Asia (Tokyo -2,26% e Hong Kong -1,32%). I mercati hanno paura che un paese con 2 mila miliardi di debito possa smarrire la strada delle riforme e dell'attenzione alla sostenibilità dei conti garantita da Mario Monti, riportando in primo piano il tema del debito dell'eurozona. Non a caso l'euro ha perso terreno su tutte le altre valute - franco in primis - quotando sotto 1,3 sul dollaro, mentre Piazza Affari ha trascinato in profondo rosso tutti i listini europei. La Spagna, assieme all'Italia il più vulnerabile dei Paesi dell'Eurozona, ne ha risentito maggiormente con la borsa di Madrid in calo del 3,1% e lo spread tra i bund e bonos, i titoli decennali spagnoli, in rialzo di 18 punti. Ma il tracollo è generalizzato con Parigi che cede il 2,3%, Francoforte l'1,9% e Londra l'1,3%. A Piazza Affari quindi i più colpiti sono stati i titoli bancari, penalizzati dallo spread, con ribassi anche superiori al 10% e sospensioni a raffica. Intesa è sospesa (-10,4% il ribasso teorico), Unicredit affonda dell'8,3%, Mediobanca del 7,4% ma il bagno di sangue non ha risparmiato nessuno, dalle Generali (-6,15%) all'Enel (-5,21%), da Mediaset (-5,58%) alla Fiat (-4,2%), da Telecom (-6,41%) a Finmeccanica (-5,11%). Il tutto mentre sui mercati scendeva, in linea con i titoli di Stato, anche il valore del debito delle aziende italiane e balzavano i credit default swap, cioè le assicurazioni sull'insolvenza, sull'Italia e le altre aziende. Unanime il giudizio negativo sull'esito elettorale da parte degli analisti delle grandi banche d'affari, che pronosticano una fase di grande instabilità sui mercati e un rialzo dello spread e sintetizzato nel titolo di un report di Mediobanca che è anche un monito: "La commedia italiana si trasforma in tragedia greca". ATS

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