
Nel 2013 gli interessi delle ipoteche a tasso fisso sono nettamente aumentati: il loro prezzo è salito fino al 35%, rispetto all'anno prima, informa oggi il servizio di confronti internet Comparis.ch La progressione registrata nel 2013 si è articolata in due tappe, All'inizio dell'anno i tassi di riferimento dei mutui a dieci anni sono saliti dal 2,0 al 2,3%, per poi continuare in un secondo tempo la loro scalata a partire da metà anno e raggiungere così in autunno il loro culmine al 2,7%. È su questo livello che nel quarto trimestre i tassi si sono stabilizzati, scrive Comparis.ch in un comunicato. Il costo delle ipoteche a cinque anni mostrano un'evoluzione simile, mentre i tassi d'interesse per i contratti di un anno si sono attestati sull'1,4% quasi per tutto il 2013. Le ipoteche a tasso variabile sono sempre rimaste più o meno costanti intorno al 2,7%. "L'aumento dei tassi nel 2013 è stato profondamente influenzato da decisioni di politica monetaria", afferma Stefan Rüesch, esperto del settore bancario presso Comparis.ch, citato nella nota. Tra queste rientrano l'annuncio dell'introduzione del cuscinetto di capitale in Svizzera e le dichiarazioni della Federal Reserve americana relativa al rientro dalla politica di immissione di liquidità. Nel concreto secondo Rüesch tre fattori hanno portato all'aumento dei tassi. In primo luogo le banche hanno ribaltato sui clienti i costi causati dai nuovi requisiti in materia di regolazione finanziaria, secondariamente hanno ampliato i loro margini di guadagno e in terzo luogo hanno preso atto dell'orientamento della politica monetaria internazionale. La clientela si è adattata alla situazione, cercando soluzioni ancora al di sotto della soglia del 2%. Hanno così guadagnato favore le ipoteche di media durata (da quattro a sei anni), con tassi di riferimento nel quarto trimestre in media tra l'1,6 e il 2,0%. Già nel terzo trimestre la quota dei mutui di medio periodo rispetto a tutte le ipoteche a tasso fisso era salita dal 16 al 25%: nell'ultima parte dell'anno essa ha raggiunto il 31%. I modelli a lungo termine sono per contro scesi dal 70% al 63% da un trimestre all'altro.
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