
Sulla scia dell'aumento dei prezzi dei prodotti importati l'inflazione si conferma in aumento in Svizzera, pur rimanendo a livelli inferiori che in altri paesi: il rincaro su base annua si è attestato allo 0,6% in aprile, a fronte dello 0,3% in marzo e dello 0,1% registrato nei tre mesi precedenti.
Stando ai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST), nel quarto mese dell'anno l'indice dei prezzi al consumo ha totalizzato 101,1 punti. La progressione annua è nella fascia alta delle aspettative: gli analisti interpellati dall'agenzia Awp scommettevano infatti su valori compresi fra +0,4% e +0,7%. A livello mensile i prezzi sono saliti dello 0,3%, valore che anche in questo caso rientra nelle stime: i pronostici andavano infatti da +0,1% a +0,4%. Marzo aveva segnato +0,2%.
Secondo gli esperti dell'UST la crescita dell'indice rispetto al mese precedente è riconducibile a vari fattori, tra cui l'aumento del prezzo della benzina, del diesel e dell'olio da riscaldamento. Più cari sono diventati anche i trasporti aerei e i viaggi forfetari internazionali. Si è per contro pagato dimeno nel ramo alberghiero e paralberghiero, come pure per il noleggio di auto.
Più in dettaglio, interessante è l'evoluzione dei prodotti alimentari, che mettono a referto un -0,4% mensile e un -0,8% annuo, così come quella del comparto abitazione ed energia (rispettivamente +0,2% e +1,5%), che comprende le pigioni, un punto di spesa che tende a diventare costantemente più caro in Svizzera.
Come si ricorderà l'inflazione in media annua si era attestata nel 2025 allo 0,2%, un dato che fa seguito all'1,1% del 2024 e al 2,8% del 2022 (massimo da 30 anni). L'ultimo valore negativo risale al 2020, quando era stato registrato -0,7%.
L'indicatore elvetico di aprile è a livelli sensibilmente inferiori di quelli dell'Eurozona (3,0%, in rialzo dal 2,6% di marzo), mentre riguardo agli Stati Uniti l'ultimo dato concerne l'indice PCE (Personal Consumption Expenditures), che in marzo è salito del 3,5%.
Tornando in Svizzera, in aprile i prezzi dei prodotti indigeni sono scesi dello 0,1% nel confronto con marzo, mentre quelli dei prodotti importati sono progrediti dell'1,5%. Su base annua i primi segnano +0,5%, i secondi +0,9%. Lo zoccolo dell'inflazione - che nella definizione dell'UST è il rincaro totale senza quello concernente prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti - mostra una variazione rispettivamente nulla (mese) e di +0,3% (anno).
L'UST calcola anche un indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA), misurato con la metodologia in uso nell'Unione europea, con l'obiettivo di raffrontare i dati elvetici con quelli delle nazioni comunitarie. Visto da questa prospettiva aprile presenta variazioni del +0,6% (mese) e del +0,5% (anno).
Il rincaro stabilito dall'UST ha una grande importanza in vari ambiti: dalle negoziazioni salariali agli affitti, passando per la fissazione degli alimenti nell'ambito dei divorzi. Come noto l'efficacia dell'indice dei prezzi al consumo nell'illustrare il costo della vita percepito dai consumatori è peraltro spesso al centro di grandi discussioni. Questo è particolarmente vero in Svizzera perché, per motivi metodologici, il tasso calcolato dai funzionari di Neuchâtel non comprende i premi dell'assicurazione malattia di base, un punto di spesa che anche nel 2026 è in forte progressione nei bilanci delle famiglie elvetiche.
L'inflazione è monitorata con attenzione dalla Banca nazionale svizzera (BNS), che persegue come obiettivo la stabilità dei prezzi, che essa intende come una variazione compresa tra lo 0 e il 2%. A partire dal 2024 l'entità guidata dal presidente della direzione Martin Schlegel ha operato sei tagli successivi del tasso guida (l'ultimo il 19 giugno 2025), che hanno portato l'indicatore allo 0,0%. Negli ultimi tre esami trimestrali della situazione economica e monetaria la BNS ha lasciato invariato il costo del denaro. Il prossimo appuntamento è in programma il 18 giugno.
Nell'anno in corso la Banca nazionale si aspetta un aumento dei prezzi dello 0,5%. Gli esperti di ulteriori attori quale la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), Economiesuisse, UBS e altri istituti scommettono su valori compresi fra 0,3% e 0,6%, mentre per il 2027 le stime vanno dallo 0,5% allo 0,9%.

