
L'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica (MEM) svizzera si trova in piena crisi. Nel primo trimestre dell'anno le nuove commesse sono crollate del 42% rispetto allo stesso periodo del 2008 (-44% dall'estero, -35% dalla Confederazione), mentre il giro d'affari si è contratto del 15%, ha comunicato in serata l'associazione di categoria Swissmem. L'organizzazione si attende una ripresa al più presto nel 2010. Il calo del fatturato è "momentaneamente ancora moderato", scrive Swissmem. La flessione è da attribuire alla diminuzione della domanda mondiale dovuta alla crisi economica e al susseguente rallentamento degli investimenti. Le esportazioni sono in calo non solo nei mercati europei più importanti, come Germania, Francia e Italia, bensì pure nelle regioni che ancora poco tempo fa continuavano a crescere, come l'Europa dell'est. Un po' più stabili si stanno per contro dimostrando i mercati di Cina, India, Brasile e Stati Uniti. A livello settoriale particolarmente colpiti sono l'industria dei metalli e delle macchine, così come l'elettrotecnica e l'elettronica. Si mantiene per contro su buoni livelli l'export di strumenti medici, turbine e aggregati per generare elettricità. La situazione generale non ha mancato di avere ripercussioni sull'impiego: il numero dei posti a tempo pieno è sceso dell'1,5%. Alla fine di marzo l'industria in questione dava lavoro a 345'221 persone. Per l'insieme del 2009 il settore si aspetta una situazione ancora difficile e vendite in forte calo. La ripresa dell'economia reale non potrà delinearsi prima dell'anno prossimo. ATS
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