
La ripresa si conferma nell'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica svizzera: nel 2013 sono aumentati gli ordinativi, il fatturato e le esportazioni. E anche le prospettive per il 2014 appaiono favorevoli, ha comunicato oggi l'organizzazione di categoria Swissmem. Per quanto riguarda gli effetti dell'iniziativa sull'immigrazione, l'associazione promette di intensificare la ricerca di manodopera qualificata locale, per esempio anche fra i lavoratori non più giovanissimi. Nel quarto trimestre 2013 le nuove commesse sono progredite su base annua del 3,7%, un dato che scende al 2,3% se si considera l'intero anno. In aumento è anche il giro d'affari, rispettivamente del 5,3% e del 2,8%, una crescita cui però, stando a Swissmem, hanno contribuito essenzialmente le grandi aziende: nelle piccole e medie imprese le vendite sono infatti ristagnate. Nel 2013 è tornato anche a salire l'export, una tendenza di cui hanno beneficiato tutti i comparti, con l'unica eccezione dell'industria delle macchine (-0,2%). Il segmento più dinamico si è rivelato quello degli strumenti di precisione (+3,7%). Complessivamente le esportazioni sono ammontate a 65,4 miliardi di franchi (+1,2%). L'incremento maggiore è stato rilevato negli Usa (+2,4%), ma in crescita è anche l'Europa (+0,8%), che con quasi il 60% rappresenta la parte del leone delle vendite all'estero. Una lieve flessione è stata per contro registrata in Asia (-0,2%). Se si considera peraltro il solo quarto trimestre i segnali sono positivi in tutte le regioni (Ue: +3,5%, Usa: +2,9%, Asia: +3,2%). Gli imprenditori del ramo guardano con fiducia al futuro. Stando a un sondaggio il 54% prevede nuovi ordinativi in aumento nei prossimi dodici mesi, mentre solo l'11,5% teme un calo. Tuttavia - mette in guardia Swissmem - questo rilevamento è stato realizzato prima del 9 febbraio, quando il popolo svizzero ha accolto l'iniziativa sull'immigrazione di massa. Secondo l'organizzazione padronale soltanto nei prossimi mesi e anni sarà possibile stabilire gli effetti del mandato costituzionale. "È comunque da attendersi che, tenuto conto dell'incertezza relativa ai rapporti con l'Ue, il clima degli investimenti peggiorerà", afferma Swissmem. Inoltre la sospensione del programma di ricerca Horizon 2020 tange direttamente l'attrattiva della piazza industriale elvetica. L'associazione promette che si impegnerà per far sì che il sistema dei contingenti sia il meno burocratico possibile. Ancora più decisivo viene però ritenuto il salvataggio dei bilaterali. Swissmem vuole inoltre intensificare gli sforzi per trovare personale qualificato in Svizzera: nel mirino vi sono in particolare i giovani, le donne e i lavoratori più anziani.
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