
L'indice dei responsabili degli acquisti (Purchasing Manager's Index, PMI) calcolato da Credit Suisse e Procure.ch registra a settembre un calo di 2,7 punti (a 49,5) rispetto ad agosto. In quell'occasione aveva raggiunto il livello più alto dall'abolizione, all'inizio dell'anno, del cambio con l'euro. Il dato è inferiore alle attese degli analisti consultati dall'agenzia finanziaria awp, che avevano formulato previsioni comprese in una forbice tra 51,1 e 52,0 punti, sopra quindi la soglia di espansione fissata a 50 punti. In flessione, di 2 punti, risulta anche il raffronto con settembre 2014. "La stagnazione dell'industria svizzera continua, scrivono gli esperti dei due istituti, e la pressione sui prezzi e sui margini rimane elevata". Il leggero indebolimento del franco a quasi 1,10 rispetto all'euro non ha quindi prodotto nessun effetto. In flessione, per la prima volta da febbraio, anche il sotto indice relativo alla produzione, scivolato a 49,1 punti. Gli ordinativi si sono mantenuti sopra la soglia di crescita a 51,5 punti, dopo i 62,4 punti di agosto, cifra record dal dicembre del 2010. Credit Suisse e Procure.ch affermano anche che di fronte alla difficile situazione congiunturale la Banca nazionale svizzera "acquista regolarmente valuta straniera per indebolire il franco, a un ritmo medio di 500 milioni di franchi a settimana", un volume modesto.
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