
Nel terzo trimestre di quest'anno l'andamento degli affari dell'industria svizzera è risultato negativo: rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, la produzione è scesa dell'1,4% e il fatturato dello -0,5%. In calo anche l'afflusso di ordinazioni (-4,3%) e le ordinazioni in portafoglio (-0,2%), indica l'Ufficio federale di statistica (UST) in una nota odierna. La produzione è scesa a causa del debole risultato dei beni intermedi, scrive l'UST. Le attività economiche che hanno registrato le maggiori perdite sono state l'estrattiva, la raffinazione del petrolio, la produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, la fabbricazione di prodotti in vetro, cemento e ceramica e la fabbricazione di articoli in materie plastiche. L'evoluzione negativa dei fatturati segue il trend di questi beni intermedi. L'industria del cuoio, l'industria tessile e dell'abbigliamento e la fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici invece hanno segnato i migliori risultati. L'evoluzione dell'afflusso di ordinazioni corrisponde a quella della produzione. Anche in questo caso la situazione è migliore nell'industria tessile e dell'abbigliamento e in quella del cuoio. Inoltre le giacenze di prodotti finiti rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente sono salite del 7,3%. Gli incrementi maggiori riguardavano industria della carta e del cartone; editoria e stampa, industria elettrica, elettronica e di precisione e industria alimentare, delle bevande e del tabacco. Solo la fabbricazione di prodotti in vetro, cemento e ceramica e la fabbricazione di mezzi di trasporto hanno ridotto le proprie giacenze. ATS
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