
L'industria svizzera continua a subire gli effetti della crisi: nel secondo trimestre del 2009 il giro d'affari ha subito una contrazione, su base annua, del 13%. In calo anche la produzione (-15%), come pure le nuove commesse (-18%) e le ordinazioni in portafoglio (+16%), rileva l'Ufficio federale di statistica (UST). Le giacenze di prodotti finiti si sono ridotte del 4%. La diminuzione del fatturato - spiega l'UST in un comunicato odierno - è stata marcata nel settore dei beni consumo durevoli (-21%) e in quelli di investimento (-20%). Le contrazioni più forti sono state registrate dal ramo cokefazione e raffinazione del petrolio, dall'industria del cuoio e dei prodotti in cuoio e dall'industria metallurgica. Le costruzioni, la produzione e la distribuzione di energia elettrica, gas e acqua nonché l'industria chimica hanno presentato invece evoluzioni positive. La produzione è risultata in calo per tutti i rami economici. In questo caso si segnalano negativamente - oltre all'industria del cuoio - la fabbricazione di macchine, l'industria tessile e dell'abbigliamento, la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche nonché le altre attività manifatturiere. I nuovi ordinativi sono risultati in flessione principalmente a causa della riduzione della domanda estera. A soffrire sono state le attività già citate in precedenza, mentre le riduzioni più contenute sono state osservate nell'industria alimentare e nelle attività estrattive. In calo sono state anche le riserve di lavoro: le ordinazioni in portafoglio sono scese, fra l'altro, anche nell'industria elettrica, elettronica e di precisione. Un cambiamento di tendenza emerge però per quanto riguarda le giacenze di prodotti finiti, che si sono ridotte e hanno così fermato la tendenza al rialzo avviata nel terzo trimestre del 2004. I cali più significativi sono stati registrati nelle attività estrattive, nell'industria del legno nonché nella fabbricazione di prodotti in vetro, cemento e ceramica. L'industria elettrica, elettronica e di precisione, quella della carta e l'editoria hanno invece incrementato le loro scorte. ATS
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