
La crisi economica ha inflitto una brutta batosta all'industria svizzera dell'alluminio a partire dalla seconda metà dell'anno scorso. Particolarmente colpito il settore della pressofusione, che fornisce soprattutto l'industria automobilistica. Nel primo trimestre 2009, la produzione di questi pezzi ha registrato un crollo del 40% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, scendendo da 6100 a 3700 tonnellate. Numerose imprese hanno dovuto ricorrere alla disoccupazione parziale e alla sospensione provvisoria delle unità di produzione, ha comunicato oggi l'Associazione svizzera dell'alluminio (Alu.ch). Grazie alle commesse entrate nei primi due trimestri, sull'insieme dell'anno scorso l'industria dell'alluminio ha limitato i danni: rispetto all'anno record 2007, le forniture globali dei produttori elvetici sono calate del 5,8% a 166'400 tonnellate. Circa l'80% della produzione è destinato all'esportazione, soprattutto nei paesi dell'Unione europea. Il consumo di alluminio nel 2008 in Svizzera è calato del 4% a 183'800 tonnellate, pari a 25,2 chili a persona. Nelle fonderie di metallo leggero, il volume elaborato è sceso del 5,6% a 21'919 tonnellate. Nel 2008 i posti di lavoro nel settore in Svizzera sono diminuiti del 4% rispetto all'anno precedente. Secondo Markus Tavernier, presidente di Alu.ch, un "miglioramento duraturo" della situazione non è previsto prima del 2010. ATS
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