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Economia
Indice UBS, per ora nessun segnale bolla immobiliare
Redazione
13 anni fa

Dal terzo trimestre 2013 lo Swiss Real Estate Bubble Index di UBS - l'indice della grande banca che valuta la situazione del mercato immobiliare elvetico - si muove all'interno di una fascia considerata a rischio, ma finora non vi sono chiari indizi di una bolla imminente. L'indice segnala da qualche tempo un mercato immobiliare fuori equilibrio: ha attualmente un valore di 1,20 punti. In situazione normale l'indice dovrebbe trovarsi fra -1 e 0. L'intervallo fra 0 e 1 caratterizza la fase di boom, fra 1 e 2 si entra nella zona a rischio, sopra il 2 la bolla scoppia, come è avvenuto alla fine degli anni 80. Secondo quanto indicato all'ats da Matthias Holzhey, autore dell'indagine, per ora il pericolo di bolla immobiliare non sembra imminente: mancano infatti i tipici segnali di un fenomeno di questo tipo, ad esempio una crescita esponenziale dei prezzi. Al contrario, nel corso dell'ultimo anno questi ultimi sembrano essersi assestati. Nella regione del Lago Lemano - considerata una delle zone a rischio del mercato immobiliare elvetico - si è addirittura osservata un'inversione di rotta, con una stagnazione o persino un calo dei prezzi, rileva UBS. Un rallentamento si osserva anche nell'espansione del volume complessivo delle ipoteche, sottolinea Holzhey: in Svizzera esso si situa attualmente a circa 650 miliardi di franchi. In media negli scorsi anni l'incremento era stato di circa il 5%, ora la curva sembra appiattirsi: "ci attendiamo per il 2014 una crescita di poco inferiore al 4%", precisa l'economista. A ciò si aggiunga il fatto che - rileva Holzhey - questa crescita non è guidata da fini speculativi, bensì da una relativa scarsità di oggetti. La pericolosa combinazione di immobili sfitti e prezzi in crescita - che in Irlanda e Spagna ha portato a un doloroso crollo del mercato immobiliare - non è attualmente segnalata in Svizzera. Tuttavia tassi d'interesse bassi, incentivi fiscali e la costruzione di nuovi edifici portano verso un maggiore indebitamento della gente. Il volume dei debiti cresce molto più velocemente rispetto ai redditi. Se l'aumento del cuscinetto anticiclico di capitale sia la misura giusta per far fronte a ciò è però ancora da dimostrare, sottolinea Holzhey. Il pericolo maggiore in questa situazione è quello di un'interruzione del flusso dei crediti. Se le banche dovessero limitare considerevolmente le emissioni, ciò potrebbe portare a repentine correzioni, rileva l'economista. L'attuale evoluzione del mercato immobiliare non sembra tuttavia andare in questa direzione.

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