
L'indicatore dei consumi calcolato dall'UBS ha evidenziato un lieve calo in marzo, ma si mantiene ad alti livelli. Con un valore di 2,29 lo scorso mese, dopo il 2,32 di febbraio e il 2,15 di gennaio secondo i dati riveduti, il barometro segnala tuttora un andamento solido della domanda di consumo dei privati, osserva la banca in una nota odierna. Da oltre due anni l'indicatore supera la media del lungo periodo pari a 1,50, osserva l'UBS. La flessione di marzo è dovuta in particolare all'immatricolazione di automobili, risultata in calo del 9,3% rispetto al mese corrispondente del 2007. Inoltre si è leggermente deteriorato l'indice che misura la fiducia dei consumatori. Esso tuttavia è ancora a livelli elevati, malgrado le turbolenze sui mercati finaziari, sia nel confronto storico sia se paragonato ai paesi europei vicini e agli USA, prosegue la nota. Il calo dell'indicatore è stato limitato dal buon andamento del turismo e dal miglioramento degli affari dei dettaglianti, saliti a un massimo dal luglio 2001. La domanda di consumo beneficia della crescita dell'occupazione e dell'atteso aumento dei salari in termini reali, il che ha un impatto positivo sul reddito disponibile dei nuclei famigliari, favorendo i consumi. Complessivamente l'UBS si attende un tasso di crescita reale del 2,2% per i consumi privati nel 2008. ATS
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