
Dopo sei mesi di ininterrotta crescita l'indicatore dei consumi di UBS torna a puntare verso il basso: in settembre il barometro è sceso a 1,70 punti, contro gli 1,95 registrati in agosto. La flessione è dovuta in modo particolare al deterioramento della situazione nel commercio al dettaglio, si legge in un comunicato odierno. A pesare sono anche le nuove immatricolazioni di automobili, salite su base annua del 5,3%: in agosto l'incremento era stato ben più marcato, pari all'11,9%. Si è inoltre parimenti indebolita la dinamica dei pernottamenti di ospiti elvetici. La gran parte dei sottoindicatori è però molto volatile e il barometro stesso può quindi variare repentinamente, sottolineano gli esperti della banca. Il regresso notato in settembre non va quindi necessariamente considerato come un giro di boa. UBS prevede infatti una crescita solida dei consumi nei prossimi trimestri, stimolata dai bassi tassi d'interesse, dal miglioramento sul mercato dell'impiego e dall'aumento della popolazione residente. Stando agli economisti dell'istituto, i consumi delle economie domestiche dovrebbero aumentare dell'1,8% quest'anno e dell'1,7% nel 2011. ATS
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