
Fra il 2010 e il 2016 le reimportazioni di merce svizzera sono aumentate di due terzi: lo segnala oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD). A livello globale questi articoli di ritorno non pesano in modo importante sul commercio estero: nel periodo gennaio-ottobre 2016 questi movimenti hanno avuto un valore di 1,8 miliardi di franchi, solo l'1% della cifra globale. Ma secondo l'AFD non bisogna sottovalutare il ruolo da essi avuti in alcuni gruppi. Ad esempio su 3,3 miliardi di franchi di orologi importati, il 40% era rappresentato da merce prima esportata. Nel comparto dei gioielli la percentuale è del 37%. Visto in un'ottica diversa emerge che l'8% degli orologi esportati torna nella Confederazione. Questo avviene spesso perché una parte dei beni viene portata all'estero per scopi di esposizione e torna in patria quando rimane invenduta. Sul fronte opposto, quello delle riesportazioni, in primo piano figurano i vestiti e le scarpe: nei primi dieci mesi dell'anno degli 1,2 miliardi di franchi dell'export in questo segmento più della metà (664 milioni) era rappresentato da articoli importati in precedenza. Secondo l'AFD questo è dovuto essenzialmente ai ritorni di ordinazioni effettuate su internet. Visto dall'angolo delle importazioni, il 14% degli abiti e il 12% delle scarpe che arriva in Svizzera viene poi esportato.
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