
Continua a crescere il mercato del lavoro in Svizzera, contrariamente a quanto sta avvenendo nell'Unione europea: nel secondo trimestre del 2010 gli occupati erano 4,585 milioni, con una progressione dello 0,4% su base annua e dell'1,6% rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Ancora più forte è stato l'aumento dei lavoratori stranieri (rispettivamente +0,6% e +5,2% a 1,244 milioni), compresi i frontalieri (+2,6% e +1,8% a 220'000). Per la prima volta sono disponibili indicatori trimestrali raffrontabili a livello internazionale sull'impiego, spiega in un comunicato odierno l'Ufficio federale di statistica (UST). Il +0,4% messo a segno dalla Svizzera è uguagliato anche dalla Germania, ma la gran parte degli altri paesi dell'UE arrancano, a cominciare dall'Italia (-0,7%, dopo trimestri precedenti ancora più negativi): lo stesso -0,7% viene registrato sia dall'Eurozona, sia dall'insieme dei Ventisette. Nel secondo trimestre 191'000 persone risultavano disoccupate nella Confederazione secondo la definizione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), ovvero 39'000 in meno del periodo gennaio-marzo. Il tasso dei senza lavoro (ai sensi dell'ILO) era del 4,3%, contro il 5,2% del primo trimestre 2010 e il 4,1% del secondo trimestre del 2009. Gli svizzeri presentavano una disoccupazione del 3,2%, gli stranieri residenti permanenti del 7,6%. Il tasso era del 7,3% tra i 15-24enni, del 4,2% tra i 25-49enni e del 3,3% fra i 50-64enni. Sempre nel periodo aprile-giugno le persone occupate a tempo parziale erano 1,465 milioni. Tra di esse, 269'000 erano sottoccupate, vale a dire avrebbero voluto lavorare di più ed erano disponibili in tempi brevi a farlo. Il tasso di sottoccupati è passato dal 6,3% del primo trimestre 2010 al 6,0% del secondo. ATS
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