
Nel contesto di crisi attuale Impiegati Svizzera rinuncia quest'anno a rivendicare aumenti salariali. L'associazione, che riunisce 25'000 dipendenti dell'industria metalmeccanica (MEM), chimica e farmaceutica, chiede invece che vengano adottate misure per garantire a lungo termine i posti di lavoro e il potere d'acquisto. L'industria è stata particolarmente colpita dalla crisi finanziaria mondiale e numerosi posti di lavoro sono già stati eliminati o sono seriamente minacciati, ricorda un comunicato. Nei settori metalmeccanico e chimico è difficile dire se la contrazione continuerà o se si profila all'orizzonte la ripresa. L'industria farmaceutica invece gode di una situazione migliore. Visto il contesto difficile, Impiegati Svizzera non intende rivendicare aumenti salariali nel corso dei negoziati per il 2009-2010 e si concentrerà invece sul mantenimento degli impieghi e delle condizioni di lavoro, ma non senza condizioni. Per l'associazione gli aspetti di vitale importanza sono due: assicurare i posti di lavoro nei settori metalmeccanico e chimico e mantenere il potere d'acquisto. Se questi due punti saranno presi in considerazione, Impiegati Svizzera è disposta a rinunciare provvisoriamente agli aumenti salariali, precisa la nota. Un'eventuale riduzione dei salari non entra invece in linea di conto, nemmeno in caso di deflazione. Le imprese dei settori interessati hanno già notevolmente frenato gli aumenti nel corso dei precedenti negoziati. La riduzione degli stipendi risulterebbe accettabile solo per garantire la sopravvivenza di un'impresa. Le aziende che realizzano buoni risultati malgrado la crisi sono invece invitate a concedere aumenti ai loro dipendenti. ATS
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