
Il voto per il rinnovo del parlamento europeo si fa sentire con forza sui principali listini del continente ad eccezione di Londra (-0,45%), che per la prima volta dalla Brexit non ne ha preso parte. Con i partiti di governo puniti a Parigi (-2,1%), a Francoforte (-0,94%) e a Madrid (-0,8%), le borse volgono al ribasso, compresa quella di Milano (-0,99%), nonostante il premio ricevuto dalla coalizione che sostiene il governo di Roma. A Zurigo lo SMI registra un calo dello 0,79%. Si assesta a 139 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, in rialzo comunque rispetto ai 133 della chiusura di venerdì, con il rendimento annuo italiano in crescita di 7,7 punti al 4,03% e quello tedesco di 2,4 punti al 2,64%. La maggior crescita si registra però a Parigi, con lo spread al massimo degli ultimi 12 mesi a 53,5 punti e il rendimento degli Oat in rialzo di 8,4 punti al 3,18% dopo le elezioni anticipate indette dal presidente della repubblica Emmanuel Macron.
Instabilità nei singoli Paesi
In generale il clima d'instabilità riguarda più i singoli paesi che l'Europa nel suo complesso, dove la cosiddetta 'maggioranza Ursula' dovrebbe venir confermata, secondo le attese degli analisti basate sui numeri del voto. In rialzo il dollaro a oltre 0,93 euro e a 1,27 sulla sterline, che si rafforza a 1,18 euro. La tensione registrata in Europa si estende anche ai mercati Usa, dove i future su Wall Street e sul Nasdaq sono in rosso, in vista anche della decisione della Fed sui tassi attesa per mercoledì. Prevedibilmente rimarranno invariati, ma con possibili note più accomodanti da parte del Comitato Federale (Fomc).
Parigi soffre di più
A soffrire sui vari listini europei sono soprattutto i titoli bancari quotati a Parigi. SocGen cede il 7,53%, Bnp il 5,27% e Credit Agricole il 4,82%. Caute al confronto Banco Bpm (-2%), Intesa, (-1,62%), Bps (-1,55%), Bper (-1,38%) e soprattutto Mps (-0,94%) e Unicredit (-0,82% in Piazza Affari. A Francoforte scivola Commerzbank (-1,77%) e a Madrid fanno altrettanto Bbva (-1,2%) e Sabadell (-1,1%). Difficoltà per il comparto del lusso da Cucinelli (-2,65%), maglia nera in Piazza Affari, a Hermes (-2,5%), Lvmh (-2,27%) e Cristian Dior (-1,94%) sulla piazza francese. Resiste il comparto petrolifero con Repsol (+0,65%), Bp (+0,63%) e Shall (+0,28%) favorite dal greggio stabile (Wti +0,03% a 75,56 dollari al barile). Fiacca Eni (-0,1%), debole TotalEnergies (-0,94%). Sotto pressione anche l'oro (-1,61% a 2296,29 dollari l'oncia), più per l'attesa decisione della Fed di mercoledì che per il risultato del voto nell'Unione Europea.

