
La crisi si sta facendo sentire sempre più. Infatti, il 40% circa delle imprese svizzere prevede tagli occupazionali nei prossimi dodici mesi, quasi i due terzi intendono congelare le assunzioni, mentre un terzo ha in programma l'introduzione della disoccupazione parziale. È quanto emerge da un sondaggio effettuato da Adecco. La società di intermediazioni di impieghi temporanei indica che finora un quarto delle società che hanno partecipato al sondaggio hanno licenziato dipendenti a causa della recessione; nel 20% si lavora a orario ridotto. Finora la maggioranza delle imprese ha reagito con misure meno drastiche: il 53% ha ordinato il recupero degli straordinari, il 49% ha differito le assunzioni. Nei prossimi dodici mesi nell'industria il 55% pianifica licenziamenti, nel commercio il 32% e nei servizi il 20%. Adecco ha interrogato 500 responsabili del personale. Gli autori dello studio lanciano un avvertimento sulle conseguenze di licenziamenti troppo affrettati: "nei casi in cui la situazione economica lo permette, le imprese devono conservare il personale", ha affermato Wolfgang Clement, direttore dell'Istituto Adecco ed ex ministro tedesco dell'economia e del lavoro. Stando a Michael Agoras, direttore di Adecco Switzerland and Austria, nella Confederazione è giuridicamente più facile licenziare rispetto alla Germania o alla Francia. "Ma quando inteverrrà la ripresa, al più tardi a inizio 2011, gli specialisti mancheranno se le imprese ora mandano a casa troppa gente", ha affermato. Lo studio, presentato per la terza volta, quest'anno si è interessato particolarmente alla conseguenze della recessione. Regolarmente esso misura il grado di preparazione delle imprese ai cambiamenti demografici: in tale campo gli autori attribuiscono 174 punti alla Svizzera, su un massimo di 400, due punti in più rispetto all'edizione 2008. ATS
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