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Economia
"Il 25-30% di operai stranieri è necessario"
Redazione
12 anni fa
Secondo Hess, presidente di Swissmem, l'apporto di personale estero in alcuni settori è vitale

L'industria meccanica fatica a trovare personale qualificato in Svizzera: per supplire a questa carenza "ci serve un 25-30% di lavoratori provenienti dall'estero", ha affermato Hans Hess, presidente di Swissmem, l'organizzazione padronale che rappresenta l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale romando "Matin Dimanche". "Facciamo anche fatica a trovare apprendisti. Dobbiamo mostrarci maggiormente convincenti per attirare giovani che preferiscono l'università a una formazione duale", rileva Hess. Per il presidente di Swissmem, è stato un errore accorciare la durata dell'apprendistato per i giovani meno dotati. "Dobbiamo pensare a come consentire loro di acquisire conoscenze in modo diverso, per un periodo più lungo, per esempio". Hess rileva che il settore dei macchinari ha registrato una forte crescita sia del fatturato che delle nuove commesse nell'ultimo trimestre del 2013. "La tendenza è proseguita nel nuovo anno: il 2014 sembra annunciarsi piuttosto bene," ha aggiunto. Ma grandi incertezze sono dietro l'angolo, "sia in termini di economia globale sia per quanto riguarda il dopo 9 febbraio". Secondo Hess, la sospensione dell'accordo sulla ricerca "Horizon 2020" ha un effetto diretto sull'attrattiva della Svizzera come piazza economica. L'imprenditore si dice preoccupato anche in vista della votazione del 18 maggio sul salario minimo. Hess non è contrario in linea di massima, ma si oppone alla sua applicazione generalizzata a tutti i settori e a tutte le regioni. Ritiene preferibile difendere il sistema dei contratti collettivi e dei negoziati paritetici all'interno delle imprese.

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