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Economia
Il 18% degli europei ha chiesto più prestiti
Redazione
6 anni fa
Emerge dallo European Consumer Payment Report Whitepaper, con interviste a 4’800 famiglie in 24 Paesi europei

Un consumatore su cinque in Europa ha chiesto più prestiti, escludendo il plafond della carta di credito, per coprire le spese quotidiane e le bollette nel periodo del Covid-19. Emerge dallo European Consumer Payment Report Whitepaper, con interviste a 4’800 famiglie in 24 Paesi europei, commissionato da Intrum, operatore in Europa nei servizi al credito. La tendenza a prendere a prestito il denaro, a quanto emerso, è anche frutto della paura di vedere intaccato il proprio benessere finanziario per fare fronte alle spese di ogni giorno. Fatto è che in Europa la richiesta di prestiti è cresciuta al 18% nella primavera 2020, contro il 12% dell’autunno 2019. Il tema della fiducia nella situazione finanziaria nei prossimi mesi è molto sentito in Italia: solo l’8% pensa che il proprio benessere finanziario migliorerà nei prossimi sei mesi: il dato più basso in Europa, dove la media degli ottimisti è del 23%. In Germania sono il 16%, in Francia e Grecia 18%, nel Regno Unito 21%, in Olanda 20%, in Austria 29%, in Estonia 55%. In Italia il 36% ha sentito l’effetto Covid-19 sulla propria posizione lavorativa. Si tratta di un risultato di poco inferiore alla media europea, pari al 37%. In totale gli italiani che non hanno avuto conseguenze lavorative sono il 55%. “Un dato assolutamente in controtendenza - afferma Marc Knothe, ceo di Intrum Italy - è quello del risparmio: il 77% degli italiani risparmia ogni mese e il 20% risparmia fra 11% e 20% del proprio stipendio mensile, un segno che la cultura del risparmio nel Paese è forte e sana”.

Millennial più colpiti
In Europa fra coloro che hanno contratto più nuovi prestiti nel periodo del Covid-19 si trovano i Millennial (22-37 anni): il 22%, escluso l’uso di carta di credito (erano il 14% nell’autunno 2019), mentre è il 21% per la Generazione Z (età dai 18 ai 21 anni). Nell’autunno del 2019 erano il 16%. I dati sono dello European Consumer Payment Report Whitepaper, con interviste a 4.800 famiglie in 24 Paesi, commissionato da Intrum, operatore in Europa nei servizi al credito. Il 50% della Generazione Z europea concorda sul fatto che il Covid 19 ha intaccato il loro benessere finanziario mentre per quanto riguarda i Millennial il dato arriva al 53%. Per il futuro in Europa tra la Gen Z a pensare che il benessere finanziario sia migliore fra sei mesi è il 35% (il 26% pensa che non cambierà) mentre tra i Millennial il 34% (il 29% pensa che non cambierà). Meglio per il lavoro. In Europa il 33% Gen Z non pensa che il proprio posto di lavoro sia in pericolo, mentre il 15% ha accettato una riduzione temporanea del salario. Per i Millennial il 40% non vede il proprio posto di lavoro in pericolo e il 19% ha accettato una riduzione temporanea del salario. In Europa il dato del risparmio vale 83% per la Gen Z e l’81% per i Millennials

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