
Swiss Re prevede un aumento della domanda di protezione assicurativa, spinta da un panorama di rischi sempre più complesso e interconnesso. In particolare, eventi naturali come tempeste, siccità e incendi boschivi sono destinati a far lievitare ulteriormente i costi: secondo gli esperti del gruppo i danni assicurati da catastrofi naturali cresceranno a un tasso annuo compreso tra il 5 e il 7%, un trend ormai consolidato.
L'allarme sugli incendi boschivi
In uno scenario estremo, i modelli elaborati dal colosso della riassicurazione indicano che i sinistri coperti dalle polizze potrebbero raggiungere quest'anno la cifra record di 320 miliardi di dollari (260 miliardi di franchi), emerge da un'analisi pubblicata in occasione del Rendez-Vous de Septembre (RVS), l'appuntamento del settore che si tiene ogni anno a Monte Carlo. A titolo di confronto, una concentrazione di uragani come quella del 2017 (Harvey, Irma e Maria) basterebbe da sola a portare i danni annui oltre i 120 miliardi di dollari, senza la necessità di un singolo evento catastrofico eccezionale.
L'allarme maggiore riguarda gli incendi boschivi, descritti da Swiss Re come il rischio meteorologico in più rapida crescita a livello globale. In Europa i danni assicurati da questi eventi sono aumentati di circa l'8-11% all'anno negli ultimi decenni e la tendenza è destinata a proseguire. Tra le cause principali, l'espansione delle aree urbanizzate e l'aumento del valore degli attivi in zone ad alto pericolo di incendio.
Servono dati più affidabili
Per far fronte a questa evoluzione la società zurighese sottolinea l'importanza di dati più affidabili, modelli predittivi avanzati e misure di prevenzione. Si tratta in particolare di migliorare la comprensione dei rischi emergenti e di ottimizzare il trasferimento delle conoscenze verso il mercato assicurativo. La capacità di interpretare i nuovi pericoli diventa così un fattore chiave per supportare i clienti nella gestione della volatilità e nel rafforzamento della resilienza.

