
Per l'ex numero uno di UBS e Credit Suisse Oswald Grübel non ha senso smembrare le banche, rendendole più piccole. "Alla prossima crisi immobiliare vedremo che la separazione fra le attività di credito nazionali e quelle internazionali rende il sistema più insicuro, non più sicuro, perché le banche non potranno compensare le perdite sul mercato interno con gli affari all'estero", afferma Grübel in un'intervista pubblicata oggi dal "SonntagsBlick". Secondo Grübel oggi le banche svizzere giocano in serie B: così è voluto dallo stato. "Vedremo se poi scenderanno in serie C", aggiunge l'ex manager prossimo ai 70 anni. "Alcuni forse ci rideranno sopra, ma è triste". Grazie alle banche il paese è stato in grado di creare un'economia d'esportazione di successo. Ma attenzione: più i gruppi come Nestlé, Novartis e Roche avranno tendenza ad andare all'estero per finanziarsi, più sposteranno anche le loro attività fuori confine, mette in guardia Grübel. L'ex banchiere nato nella DDR si scaglia anche contro gli eccessi di regolamentazione e i "molti esperti, la cui maggioranza non ha mai lavorato in banca". A suo avviso coloro che parlano solo dei rischi hanno un influenza molto negativa sull'economia: "li ritengono responsabili di meno crescita e meno benessere", afferma. "Un giorno - conclude Grübel - ci sveglieremo con i sintomi di una tremenda sbornia. Avremo effettivamente le banche più sicure del mondo. Ma non faranno più alcun affare".
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