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Economia
Grilli "gela" la Svizzera
Redazione
14 anni fa
Accordo con la Svizzera non così vicino. La stampa italiana parla di un' aliquota liberatoria al 35%. Clienti italiani agitati

"Stiamo lavorando con grande lena, ma ci sono ancora problemi sul tavolo in termini di trasparenza, riciclaggio, scambio di informazioni". Così si è espresso stasera il ministro dell'Economia italiano Vittorio Grilli sull'accordo fiscale tra Roma e Berna a Bruxelles, prima del suo ingresso all'Eurogruppo. Grilli non ha risposto sulla possibile scadenza di fine anno, ventilata ieri da parte elvetica: "no, non lo so", ha risposto ai giornalisti.Grilli spera di raggiungere un accordo "non polemico" di cui devono far parte tutti gli ingredienti che per l'Italia sono indispensabili. In particolare, ha spiegato, "la caratteristica di questo accordo non può essere un condono, un'amnistia".Per il ministro italiano "è prematuro" parlare ora di cifre: "prima di discutere esattamente le cifre, bisogna vedere i parametri dell'accordo". Ecco perché, secondo il ministro dell'Economia delle Penisola, "dobbiamo studiare bene l'intesa: se facciamo un accordo deve essere fatto bene, nell'interesse di tutti".E intanto la stampa italiana ha iniziato una campagna mediatica, così come fu nel 2008 quando si disse che il segreta bancario non esisteva più, che sta terrorizzando i clienti italiani delle banche svizzere. Da informazioni ricevute dalla piazza finanziaria luganese sembra che i telefoni delle banche stiano suonando a tutto spiano.Infatti è trapelata la notizia che l'aliquota liberatoria da pagare una tantum per sanare la situazione del passato sarebbe del 35%. In concreto un terzo del capitale non dichiarato in Svizzera verrebbe prelevato dal conto del cliente e versato all'erario italiano. Panico tra i clienti. Non ci sono conferme di questa aliquota, non si capisce se sia una "butade" della stampa per intimorire gli italiani, oppure se possa essere effettivamente questa la somma da pagare.Ricordiamo che la Svizzera propende per una "multa" da applicare ai clienti italiani che non superi il 12%. Il 35% sarebbe un salasso con conseguenze nefande per la piazza ticinese. Tanto che qualcuno ha già pensato di indire un referendum contro il trattato.ATS/MM

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