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Economia
Grecia: tassi record su timori default
Redazione
15 anni fa

Non si arrestano i timori di una ristrutturazione del debito greco, ed Atene fa i conti con il fardello di un'esposizione sempre più costosa da finanziare. Il Tesoro oggi è riuscito a vendere sul mercato primario 1,625 miliardi di euro di titoli di Stato con scadenza di 13 settimane. Ma ha dovuto prendere atto di un rapporto fra domanda e offerta sceso a 3,45 da 5,08 dell'asta precedente, e pagare il costo di rendimenti balzati al 4,10% contro il 3,85% dello scorso 15 febbraio. La sfiducia crescente sui mercati nella capacità di Atene di reggere il suo forte indebitamento, nonostante i 100 miliardi di euro di aiuti stanziati la scorsa primavera, è evidente anche dall'andamento dei titoli greci sul mercato secondario. I rendimenti che gli investitori pretendono per comprare titoli di Stato greci a due anni sono in rialzo di 30 centesimi fino al 20,64% dopo aver toccato 20,67% stamani, massimo almeno dal 1998. Anche il rendimento sul debito decennale è volato al nuovo record del 14,66%, facendo ampliare il premio rispetto agli analoghi titoli tedeschi fino a 1.138 punti. Anche qui si tratta di un massimo almeno dal 1998, e lo stesso discorso vale per il rischio-default misurato dai contratti derivati 'credit-default swap, al record di 1260 punti. Insomma la sfiducia dei mercati è ai massimi nei confronti di un debito, quello greco, che da tempo le agenzie di rating hanno declassato al livello di 'junk', spazzatura, a significare il livello estremamente speculativo dell'investimento. A poco sono servite le smentite offerte oggi da George Petalotis, portavoce del governo greco, dopo che alcuni giornali avevano riportato i commenti di alcuni funzionari dell'esecutivo che davano per "inevitabile" la ristrutturazione del debito. Anche Christine Lagarde, ministro delle Finanze francese, ha ribadito che l'ipotesi di una ristrutturazione del debito di paesi dell'area euro "non è in agenda". La sfiducia è ai massimi ora che la Bce, di fronte all'inflazione crescente, non solo sta rialzando i tassi ma pianifica anche di ritirare gradualmente la maxi-liquidità regalata ai mercati durante gli anni della crisi. Intanto proprio dalla Bce arriva un avvertimento sull'ipotesi di rinegoziare tassi e scadenze sul debito greco per dare ad Atene un po' di respiro. "Potrebbe essere percepita come una facile via d'uscita - avverte il membro del comitato esecutivo Juergen Stark - ma non risolverebbe il problema". Al contrario, l'ipotesi di una ristrutturazione "è estremamente costosa". ATS

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