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Economia
Grecia: maxi-piano fiscale non ferma paura insolvenza
Redazione
15 anni fa

La Grecia scivola sempre più verso l'insolvenza sul debito sovrano. L'annuncio di una manovra da 76 miliardi di euro fra misure d'austerity e massicce privatizzazioni non è servito, oggi, a impedire nuovi record del rischio-default e del premio di rendimento, volato oltre i 1.000 punti con l'ipotesi di ristrutturazione del debito ormai citata apertamente da alcuni partner europei. La crisi del debito, intanto, continua su scala europea. Mentre il premier George Papandreou confermava un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro entro il 2015 e tagli al deficit da 26 miliardi, l'Irlanda ha dovuto fare i conti con una nuova bocciatura del rating da parte di Moody's: l'agenzia ha ridotto il merito di credito di Dublino di due livelli a 'Baa3', ultimo gradino prima del livello 'junk' (speculativo) già raggiunto dalla Grecia. Una brutta notizia che ha eclissato quella buona, arrivata da una nota congiunta Unione europea-Fondo monetario internazionale-Banca centrale europea. Le tre istituzioni che hanno prestato 85 miliardi di euro all'Irlanda hanno ultimato la verifica trimestrale sul programma di risanamento dando un via libera: il piano di Dublino "procede, ma - è il messaggio al nuovo governo guidato dal Fine Gael - restano le sfide e sarà essenziale realizzare con decisione le politiche". Ma è in Grecia che torna l'epicentro della crisi, partita proprio da Atene prima di contagiare Dublino e poi Lisbona costringendole a chiedere aiuto. Dopo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, che oggi ha aggiustato il tiro dopo che ieri le sue parole erano state interpretate come un'apertura alla ristrutturazione del debito greco, oggi si è espresso il vice-ministro degli Esteri Werner Hoyer: la ristrutturazione "non sarebbe un disastro" e la Germania - ha detto - l'appoggerebbe. Anche il prudente Klaus Regling, presidente del fondo Efsf, pur escludendo una "rapida ristrutturazione" ha ammesso che il rischio c'è. La ridda di dichiarazioni è rimbalzata fino a Washington, dove è toccato intervenire al presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker: "tutte le indiscrezione sulla ristrutturazione del debito della Grecia sono totalmente infondate, questa ipotesi non è neanche un'opzione". ATS

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