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Economia
GM: con bancarotta a un passo affonda sotto 1 dollaro
Redazione
17 anni fa

General Motors affonda in Borsa, dove scende sotto il dollaro, quando alla bancarotta mancano orami poche ore: fra domenica e lunedì la casa automobilistica di Detroit potrebbe chiedere il ricorso al Chapter 11. E, quindi, quella odierna potrebbe essere per la vecchia GM l'ultima giornata fra i 30 titoli vedetta dell'indice Dow Jones, sul quale è quotata dalla fine del 1925. Secondo indiscrezioni il titolo sarà sostituito, fra i papabili candidati ci sarebbe Monsanto, Goldman Sachs e Google. Mentre in Europa sembra orami vicina una conclusione della partita Opel, GM incassa la ratifica dell'accordo per il taglio dei costi dagli iscritti al United Auto Worker (UAW). Il 74% dei lavoratori si è espresso favorevolmente: l'intesa è valida sia per una ristrutturazione fuori dal tribunale sia nel caso di bancarotta. "È stato difficile. Siamo convinti di aver fatto la cosa giusta per dare una boccata di ossigeno a Gm, offrendole la possibilità di andare avanti e riprendersi", spiega il presidente del Uaw Ron Gettelfinger, osservando come l'accordo raggiunto consente a Gm di produrre auto di piccola taglia negli usa e di fermare le esportazioni dalla Cina. L'accordo si traduce, per le casse della casa automobilistica, in risparmi annuali per 1,3 miliardi di dollari. "Preferiremmo che Gm riuscisse a evitare la bancarotta" aggiunge Gettelfinger. In attesa di conoscere il suo destino, nelle mani del Tesoro e della task force designata a supervisionare la ristrutturazione di Detroit, Gm continua a cercare di mettere in ordine i tasselli della propria ristrutturazione. La vendita del marchio Hummer potrebbe essere annunciata a breve. Per Saab la lista dei pretendenti, invece, sembra essersi ridotta: secondo il Wall Street Journal la cordata di investitori capitanata dalla cinese Geely non sarebbe più in gara. Il Tesoro ha avanzato una nuova offerta ai creditori di Gm senza fissare un tetto alle adesioni necessarie per il suo successo. Una buona fetta degli obbligazionisti ha già espresso il proprio sostegno alla proposta: il termine ultimo per le adesioni è fissato al 30 maggio alle ore 17.00 (ore 23.00 italiane). Il Tesoro si riserva la facoltà di valutare le adesioni e decidere: per convincere i creditori a non opporsi, in caso di bancarotta, alla vendita degli asset di Gm a una nuova Gm sponsorizzata dal Governo, il dipartimento ha messo sul piatto per gli obbligazionisti il 10% della società e la possibilità di salire di un ulteriore 15% una volta raggiunte determinate soglie di capitalizzazione (15 e 30 miliardi di dollari). Attualmente, con un valore inferiore al dollaro per azione, Gm vale poco più di 500 milioni di dollari. La nuova Gm, quella che uscirà dimagrita dalla bancarotta, sarà controllata per il 72,5% dal Tesoro, per il 17,5% dal Uaw e per il 10% dai creditori. ATS

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