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Economia
GM: bancarotta più vicina
Redazione
17 anni fa
Il governo americano potrebbe diventare il primo azionista di General Motors con una partecipazione del 70%

General Motors potrebbe andare ad arricchire il portafoglio titoli del governo americano: dopo l'acquisizione di quote in banche e assicurazioni, Washington potrebbe diventare a breve il primo azionista di Gm con una partecipazione del 70%.In attesa di conoscere l'esito ufficiale dello swap del debito, che dovrebbe - secondo indiscrezioni - essersi chiuso con scarso successo e adesioni decisamente inferiori al tetto del 90% fissato (non è comunque escluso che nelle prossime ore Gm annunci una proroga. Il termine per le adesioni è scaduto il 26 maggio a mezzanotte, ore 6.00 svizzere), il Tesoro e la casa automobilistica si preparano all'ormai prossima bancarotta. Gm potrebbe chiedere il ricorso al Chapter 11 quasi in contemporanea all'emersione della nuova Chrysler dalla bancarotta, quindi nelle prossime ore e sicuramente prima del primo giugno.Il piano allo studio, suscettibile di modifiche fino allo scadere del tempo a disposizione, prevede che al governo americano e a quello canadese vadano i due terzi della Gm ristrutturata, cioé di quella che uscirà dall'amministrazione controllata. Washington "accetta il ruolo di primo azionista con riluttanza e di sicuro non intende mantenerlo a tempo indeterminato", spiegano - riferisce la stampa americana - alcune fonti vicine all'amministrazione. L'importante quota in Gm del Tesoro sarebbe a fronte di nuovi ingenti fondi che il Dipartimento si appresterebbe a versare nelle casse della società per facilitare la ristrutturazione: la cifra dovrebbe essere superiore ai 50 miliardi di dollari, ai quali andrebbero ad aggiungersi i 9 miliardi che le autorità canadesi sono pronte a stanziare.La quota riservata al governo, se le indiscrezioni saranno confermate, risulta superiore ai progetti iniziali presentati dalla casa automobilistica, che in un primo tempo aveva paventato per Washington un 50% a fronte di un 39% al sindacato United Auto Worker. Al Uaw, in base ai termini dell'accordo preliminare raggiunto, andrà invece il 17,5%, con l'opzione per salire di un ulteriore 2,5%: il sindacato ha ottenuto, inoltre, un posto nel consiglio di amministrazione, oltre a 6,5 miliardi di dollari di titoli privilegiati con un interesse del 9% annuo, destinato a finanziare il fondo Veba, e una nota di debito pagabile in contanti da 2,5 miliardi di dollari.L'intesa raggiunta, che ha incassato l'appoggio di tutti i leader sindacali locali e che sarà sottoposto al voto dei dipendenti, rivela inoltre che Gm dovrebbe assumere il controllo di cinque dei nove impianti statunitensi Delphi ed estendere, migliorandolo, il piano di buone uscite offerte ai lavoratori. L'obiettivo del governo è quello di far uscire dalla bancarotta la nuova Gm con un debito di 10-12 miliardi di dollari, decisamente inferiore agli 88 miliardi di dollari fra debito e impegni da onorare che gravano attualmente sulla società. Nell'ambito del progetto ai creditori garantiti, fra i quali le banche, Gm restituirebbe interamente i 6 miliardi di dollari ottenuti in prestito. I creditori non garantiti, sui quali viene fatta ricadere la colpa della bancarotta, sarebbero i più penalizzati ottenendo meno del 10% della nuova Gm in cambio della ristrutturazione dei 27 miliardi di dollari di debito.Lo swap proposto da Gm fissava al 90% le adesioni necessarie per il successo della conversione del debito, ma la percentuale dei crediti che avrebbe deciso di aderire sarebbe - secondo indiscrezioni - decisamente inferiore al tetto fissato. Con l'offerta per la conversione del debito Gm punta ad abbattere il proprio debito di circa 24 dei 27 miliardi.ATS

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