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Economia
Gm: accordo con tesoro e sindacato su taglio costi
Redazione
17 anni fa

Accordo fatto fra General Motors, Tesoro e sindacato United Auto Worker (Uaw) per una modifica del contratto di lavoro e un taglio dei costi: grazie all'intesa, che dovrà ora essere sottoposta al voto dei 60'000 aderenti del sindacato, Gm dimezzerà a 10 miliardi i propri obblighi nei confronti del fondo di assistenza sanitaria per i pensionati, concedendo in cambio una quota di circa il 39% della società ristrutturata. L'accordo rappresenta un importante passo in avanti nella ristrutturazione di Gm, ed era una delle condizioni fissate dal governo per il nuovo prestito: ora l'attenzione è tutta puntata sul 26 maggio, quando a mezzanotte scadrà il termine per l'adesione al piano di conversione del debito proposto della casa automobilistica. Se lo swap non incasserà il 90% dei consensi di creditori, Gm sarà costretta alla bancarotta. Con l'approssimarsi della scadenza del primo giugno fissata dall'amministrazione Obama e in attesa della risposta dei creditori, gli altri tasselli della riorganizzazione della casa automobilistica cominciano a mettersi in ordine. Il governo tedesco ha ricevuto tre offerte per Opel e ora si appresta a inviare, nel corso del fine settimana, una delegazione negli Usa proprio per discutere il futuro del marchio, sulla cui sorte l'ultima parola spetta a Gm. Entro la fine del mese, quindi, anche il futuro di Opel si chiarirà, anche se per un accordo conclusivo ci vorrà più tempo. Con i tre progetti in tasca la delegazione di Berlino dovrebbe arrivare a Washington. Non è da escludere un nuovo viaggio negli Usa anche per l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, che il prossimo 27 maggio dovrebbe incassare anche il via libera definitivo del tribunale per la bancarotta di New York alla cessione degli asset buoni di Chrysler alla nuova società, di cui Fiat controllerà inizialmente il 20%. Dell'accordo fra il Uaw, il Tesoro e Gm non si conoscono al momento i dettagli, ma dovrebbe ricalcare quello siglato dal sindacato in precedenza con Chrysler. Manca invece ancora un'intesa con il sindacato canadese, con il quale la casa automobilistica continua a trattare. I tempi a disposizione sono stretti. Proseguono nel frattempo anche le trattative per la razionalizzazione degli altri marchi del gruppo Gm: secondo il Washington Post, la società avrebbe inviato a 12 potenziali acquirenti le informazioni sulla vendita. Secondo Bloomberg, invece, in gara sarebbero ormai rimasti solo Penske Automotive e il fondo di private equity Black Oak Partner. Il vero nodo da sciogliere per evitare il Chapter 11 resta quello dei creditori, ai quali la proposta di swap del debito non piace: Gm ha offerto la conversione dei 27 miliardi di debito non garantito in una quota del 10% della nuova società, contro il 39% del sindacato e il 50% del governo. Particolarmente preoccupati e negativi sull'offerta sono i piccoli creditori, che rappresentano un terzo del totale e che premono per un incontro con la task force, criticando aspramente l'operato del governo. ATS

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