
Nel 2017 il gigante zughese delle materie prime Glencore ha più che quadruplicato il suo utile netto rispetto all'anno precedente, portandolo da 1,38 a 5,78 miliardi di dollari. Si tratta della migliore performance della storia del gruppo, afferma il presidente della direzione Ivan Glasenberg, citato in un comunicato diramato oggi. L'utile operativo EBIT è salito da 3,93 a 8,55 miliardi di dollari. La società ha tratto profitto dall'aumento dei prezzi delle materie prime. Nel periodo in rassegna ha inoltre effettuato alcune acquisizioni. Nel 2015 Glencore si trovava ancora pesantemente nelle cifre rosse, a causa della diminuzione dei prezzi delle materie prime e delle conseguenze del rilevamento del gruppo minerario Xstrata nel 2013. Il gruppo aveva accumulato una montagna di debiti. Nel settembre 2015 è stato lanciato un ampio programma di riduzione dell'indebitamento netto, concluso ufficialmente nel 2016. Lo scorso anno l'indebitamento netto è stato ridotto di un ulteriore 31% a 10,67 miliardi di dollari. Anche per gli azionisti i tempi di magra sono finiti: nel 2016 avevano dovuto rinunciare al dividendo, nel 2017 hanno ricevuto complessivamente un miliardo di dollari. Ora otterranno in totale 2,9 miliardi, ossia 0.20 dollari per azione. La stessa Glencore ha deciso di versare dal 2018 agli azionisti sempre almeno un importo fisso di un miliardo di dollari e una parte variabile di almeno il 25% del free cash flow operativo. Quanto al futuro, Glasenberg si mostra fiducioso. La ripresa congiunturale torna a far salire la domanda di materie prime. Inoltre il CEO si aspetta una crescita aggiuntiva grazie ai massicci investimenti nell'elettromobilità, che comportano un ulteriore incremento della richiesta di diverse materie prime di Glencore. Quest'ultima intende aumentare la produzione di rame, nickel e cobalto del 25-133% nei prossimi tre anni. Stando a uno studio commissionato dal gruppo con sede a Baar, con una quota di mercato del 30% delle vetture elettriche fino al 2030 sussiste un fabbisogno supplementare di 4,1 megatonnellate di rame, di 1,1 megatonnellate di nickel e di 314 chilotonnellate di cobalto.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

