Cerca e trova immobili
Economia
Giù rating Efsf, per Draghi situazione gravissima
Redazione
15 anni fa

Nuovo schiaffo dell'agenzia di rating Standard&Poor's che ha declassato il Fondo salva stati Efsf della Ue, dalla tripla A a AA+. La decisione è legata all'ondata di downgrade di venerdì scorso che ha colpito ben nove paesi della zona euro, tra cui Francia e Austria, soci importanti dell'Efsf, ed arriva mentre il governatore della Bce Mario Draghi lancia un nuovo allarme sulla tenuta della zona dell'euro. "Siamo in una situazione gravissima", ha detto Draghi nelle vesti di presidente dell'autorità europea per i rischi sistemici in audizione davanti alla commissione parlamentare economico-finanziaria. L'ex governatore Trichet, ha ricordato Draghi, aveva parlato di 'dimensioni sistemichè della crisi, ma "da allora la situazione è peggiorata", ha ammonito Draghi. È "vitale" perciò che le decisioni prese dai leader europei siano attuate "tempestivamente e completamente". "Gli strumenti di debito di lungo termine emessi dall'Efsf - afferma invece Standard & Poor's in una nota - non sono sostenuti dalle garanzie di membri con rating AAA. E ora sono coperti da garanzie di membri con AA+. Riteniamo che i rafforzamenti necessari per bilanciare quella che riteniamo una ridotta capacità di credito dei garanti dell'Efsf al momento non ci siano", spiegano gli analisti dell'agenzia. Tuttavia, S&P si dichiara pronta a ridare la tripla A se al fondo 'salva-statì verranno affidate risorse aggiuntive. Il declassamento "non riduce la capacità di prestito di 440 miliardi di euro" del Fondo che mantiene "mezzi sufficienti per rispettare i suoi impegni", è la replica del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker. "L'Efsf ha i mezzi per rispettare gli impegni attuali e altri eventuali, da oggi all'entrata in vigore dell'Esm (il fondo permanente), a partire da luglio", rincara il presidente dell'Efsf, Klaus Regling. Di diverso avviso Draghi secondo il quale l'Efsf potrà mantenere la stessa 'capacità di fuoco solo se "i Paesi con la tripla A aumenteranno i loro contributi". Vale a dire: Germania, Finlandia, Lussemburgo e Olanda. L'alternativa a questo scenario, per Draghi, sono prestiti più cari. E aumentano anche i dubbi sull'adeguatezza della dotazione dell'Esm di 500 miliardi di euro. "La riesamineremo entro marzo", ha annunciato Juncker, aumentando così la pressione sulla Germania che si oppone a rafforzare i 'firewall' dell'eurozona. Anche la Commissione Ue spinge per aumentare la dote dell'Esm, per renderlo adeguato ai rischi di insolvenza di paesi come la Spagna e l'Italia. La decisione odierna di S&P è destinata ad arroventare una polemica sulle agenzie di rating che era già caldissima. "Le agenzie di rating non sono istituti di ricerca imparziali ma hanno i loro interessi e svolgono il loro ruolo molto in linea con il capitalismo finanziario Usa", ha dichiarato il commissario Ue agli affari economici e monetari ad una Tv finlandese, dando voce ad accuse finora solo sussurrate. Qualcuno ha fatto soldi dalla "destabilizzazione" della Ue, ha denunciato Rehn, rilanciando la linea di Bruxelles che vuole riformare le agenzie internazionali di rating, "declassandone" i giudizi rispetto ai mercati finanziari. Una linea dalla quale il governatore della Bce, Mario Draghi, non si discosta di molto. Bisognerebbe "imparare a vivere senza le agenzie di rating" o quanto meno "imparare a fare meno affidamento" sui loro giudizi, ha detto Draghi, secondo il quale tutte le agenzie di rating "hanno subito un grave danno di immagine e reputazione durante la crisi". La 'bottà ricevuta da S&P ha rafforzato la determinazione europea a serrare i ranghi contro la speculazione finanziaria e il rischio di recessione. L'attenzione è rivolta alla conclusione dei negoziati sul nuovo Patto di bilancio (Fiscal compact), che impegnerà solennemente i 26 stati membri che lo stanno negoziando a rispettare la regola del pareggio di bilancio e a ridurre il debito in eccesso. Il presidente Ue van Rompuy oggi ha confermato che l'accordo arriverà entro il mese e la firma il primo di marzo. Ma non mancano i problemi perchè l'e

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata