
La produzione industriale in Giappone riprende fiato a maggio grazie a un +5,9%, il secondo miglior balzo di sempre dopo il +7,9% di marzo 1953, alimentando le aspettative di forte ripresa del settore manifatturiero nel trimestre aprile-giugno. Considerando che la crisi del 2008 e dei primi tre mesi del 2009 è stata la più pesante dal dopoguerra, la produzione nipponica, malgrado i tre mesi di fila di rialzo accumulati, è inferiore del 29,5% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il rimbalzo, al di sotto delle attese degli economisti (+6-6,7%), vede paradossalmente come protagonista il settore automotive (+24,8%), spinto - ha reso noto il ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria - dall'andamento delle esportazioni di auto verso Usa ed Europa. Il dato, infatti, ha una portata relativa e conferma quanto il comparto fosse andato in basso a causa della crisi globale. L'export di veicoli (auto, camion e bus) ha avuto un crollo annuo del 55,9% a maggio (-64,7% in aprile), a 233.217 unità, in base ai dati diffusi dalla Jama, l'associazione dei costruttori nipponici, secondo cui la produzione domestica ha riportato una flessione del 41,4% (-47,1% in aprile), a 542.282 unità, registrando l'ottavo mese consecutivo di contrazione. Sul fronte dei consumi, voce che pesa per il 55% nella composizione del Pil del Sol Levante, i segnali non sono affatto buoni evidenziando un -2,8% delle vendite al dettaglio a maggio (stessa percentuale di aprile), il nono declino mensile consecutivo. Il ministero, nel consueto sondaggio tra le grandi imprese che accompagna la statistica, ha sottolineato che "ci sono le condizioni per un'evoluzione economica di recupero". Per questo motivo, l'indice della produzione industriale è atteso in progresso del 3,1% a giugno e dello 0,9% a luglio. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

