
I prezzi delle uova in Giappone aggiornano i massimi storici, tradendo la reputazione di stabilità che da decenni accompagna uno dei prodotti base nella dieta nipponica. E con l'avvicinarsi dell'inverno, quando la domanda raggiunge il picco per le festività natalizie - racconta in un articolo online il quotidiano Yomiuri Shimbun - il timore di una nuova epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità alimenta l'ansia degli operatori del settore.
A pesare sono soprattutto i maggiori costi di produzione, legati al rincaro dei mangimi importati, che risente delle tensioni in Medio Oriente e della debolezza dello yen. Secondo il ministero dell'Agricoltura, il prezzo medio al dettaglio di una confezione da 10 uova ha raggiunto i 309 yen (1,70 euro) in un'indagine condotta a inizio settembre su 470 punti vendita in tutto il Paese, eguagliando il massimo storico.
A incidere è soprattutto il costo dei mangimi: la Federazione nazionale delle cooperative agricole ha deciso di aumentare i prezzi di fornitura di circa 3.200 yen per tonnellata per il trimestre ottobre-dicembre, citando le tensioni in Medio Oriente e il cambio sfavorevole. Si tratta del quarto rincaro consecutivo su base trimestrale.
Il settore inoltre guarda con preoccupazione alla stagione influenzale. Dal 2020 il Giappone ha registrato focolai per sei stagioni consecutive; nel 2022 furono abbattuti 17,7 milioni di capi, un record che provocò un vero e proprio «shock», con la sospensione delle vendite e la fine della produzione di numerosi prodotti a base di uova.
Per stabilizzare l'offerta, produttori e aziende private puntano sull'ampliamento dell'uso delle uova surgelate, a lunga conservazione, e allo studio di forme di condivisione dei costi di stoccaggio; le raccomandazioni sono attese entro l'anno fiscale che termina a marzo 2027.

