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Economia
Giappone: export dimezzato a febbraio, ma torna surplus
Redazione
17 anni fa

L'export nipponico si dimezza a febbraio, al passo record mai registrato del 49,4%, scontando la recessione che colpisce pesantemente Usa ed Europa, mercati tradizionali di riferimento di auto ed elettronica Made in Japan. La bilancia commerciale, sulla base delle statistiche del ministero delle Finanze, ritrova il surplus dopo quattro mesi consecutivi di deficit, attestandosi a 82,35 miliardi di yen (circa 950 milioni di franchi), in calo annuo del 91,2%. Il saldo risulta positivo con l'export di 3.525,5 miliardi di yen che, pur in forte frenata (la più ampia dal 1980, anno di avvio dei dati su base comparativa), è bilanciato dal calo delle importazioni (-43%, a 3.443,1 miliardi di yen), in scia al tonfo dei prezzi del petrolio (-51,3%, a 54,3 dollari al barile). Il collasso delle esportazioni, che nel periodo di espansione economica del 2002-2007 (il più grande dal dopoguerra) sono passate dal 10,4 al 15,6% del Pil, lascia intravedere un altro trimestre pesantissimo per l'economia giapponese, che negli ultimi tre mesi del 2008 si è già contratta annualmente del 12,1%, al livello più rapido dal 1974. Il premier Taro Aso lavora al suo terzo pacchetto di sostegno all'economia, con i colossi della Corporate Japan come Toyota e Panasonic che annunciano robusti tagli di personale, mentre il ministro delle Finanze, Kaoru Yosano, solo pochi giorni fa ha ipotizzato almeno 10.000 miliardi di yen di spese aggiuntive in bilancio, mostrandosi più pessimista delle stime 2009 riviste al ribasso (-5,8%) dall'Fmi sul Sol Levante, dicendo che "la contrazione economica potrebbe essere più ampia del 6%". Se le esportazioni di veicoli crollano del 70,9%, lo spaccato regionale mostra che il surplus con gli Usa è calato al ritmo record del 79% (a 146,2 miliardi di yen), per il diciottesimo mese consecutivo. I flussi con il resto dell'Asia evidenziano un attivo di 375,7 miliardi di yen (-58,9%), con l'export in calo del 46,3% e l'import del 41,5%. L'attivo con la Cina ritorna dopo sei mesi attestandosi a 13,5 miliardi di yen. Quanto all'Unione europea, l'interscambio commerciale vede un attivo di 96,9 miliardi di yen, ma in calo dell'81,6% (-54,7% le esportazioni e -29,5% le importazioni). La prima economia asiatica, ha commentato Luca Silipo, capo economista per l'Asia-Pacifico di Natixis, "è sbilanciata e troppo dipendente dall'export". Il Sol Levante sembra in condizioni peggiori rispetto a Paesi come Taiwan, che ha visto l'export in calo del 28,6% a febbraio, e Corea del Sud (-17,2%). "Il fatto che i Paesi vicini vadano meglio può essere il segnale che la domanda si sta risollevando dai minimi e che anche per il Giappone la stabilizzazione è questione di tempo", ha notato David Cohen di Action Economics. ATS

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