
Il fattore 'Abenomics', le misure monetarie e fiscale volute dal premier Shinzo Abe, spinge il Pil del Giappone nel trimestre gennaio-marzo: l'economia giapponese cresce dello 0,9% sui tre mesi precedenti e del 3,5% su base annualizzata, a fronte di previsioni degli analisti pari, rispettivamente allo 0,7% e al 2,8%. La terza economia al mondo, a fronte di una Francia entrata in recessione e un'Italia in frenata da quasi due anni, trova lo slancio per un secondo trimestre di fila al rialzo, sostenuto dalla spinta dell'aggressiva politica economica e fiscale fortemente voluta dal premier Shinzo Abe, al potere da dicembre, e soprannominata 'Abenomics'. Il +3,5% annualizzato di gennaio-marzo supera ampiamente il 2,8% atteso dagli economisti e batte l'1% di ottobre-dicembre 2012, maturato dopo due trimestri di contrazione. I consumi, che concorrono al 60% circa della formazione del Pil, segnano un rialzo dello 0,9% reale, mentre l'export, vera leva della crescita nipponica, guadagna il 3,8%, in progresso per la prima volta in un anno. Gli investimenti societari, tra i dati negativi, scontano un altro calo (-0,7%), il quinto di fila su base trimestre, in una voce che vale il 15% del Pil. Negli sforzi per superare quasi due decenni di deflazione, Abe ha promosso un pacchetto di spesa di 13.100 miliardi di yen (circa 100 miliardi di euro al cambio attuale) e una politica monetaria ultra espansiva nominando Haruhiko Kuroda a capo della Bank of Japan che, con il target di inflazione del 2% in due anni, ha varato a inizio aprile un maxi piano di allentamento monetario 'quantitativo e qualitativò (Qqe). Le aspettative di crescita, rafforzate dal calo dello yen, hanno spinto i listini di Borsa ai massimi da dicembre 2007 e lo yen ai minimi dal 2009 contro il dollaro, salito oltre quota 100. ATS
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