
L'economia giapponese segna un tonfo nel trimestre luglio-settembre: il Pil cede lo 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti e il 3,5% su base annualizzata. L'economia giapponese segna la prima e robusta contrazione in tre trimestri a causa del rallentamento della crescita globale (soprattutto per la crisi dell'Europa) e delle forti tensioni con la Cina, primo partner commerciale, legate alle rivendicazioni sulla sovranità delle Senkaku/Diaoyu, isole disabitate nel mar Cinese orientale nel controllo di Tokyo e rivendicate da Pechino. Il tonfo del Pil, che non è una sorpresa ed è sostanzialmente in linea con le stime degli analisti, è il primo passo verso la caduta in recessione per la terza economia al mondo, nonchè un argomento di alta pressione sulla Bank of Japan (BoJ) perchè aumenti la portata degli stimoli monetari. La scomposizione delle singole voci del prodotto interno lordo indica, con evidenti segnali di deterioramento già visti a settembre, cali del 3,2% delle spese in conto capitale, dello 0,5% dei consumi (che valgono il 60% circa del Pil) e dello 0,7% della domanda esterna. La banca centrale nipponica dovrebbe lasciare invariate le sue politiche monetarie nel board della prossima settimana, ma è possibile che adotti nuove misure di stimolo per l'economia nella riunione del 19-20 dicembre, dopo quella che terrà la Federal Reserve americana. L'economia giapponese ha avuto ritmi di crescita di gran lunga superiori a quelli della maggior parte dei Paesi del G7 nei primi 6 mesi del 2012, sulla spinta dei consumi privati e degli investimenti per la ricostruzione post sisma/tsunami dell'11 marzo 2011. ATS
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