
L'inflazione "corre" in Giappone, quella al netto delle componenti volatili come cibo ed energia, e segna nell'anno fiscale chiuso il 31 marzo scorso un rialzo dello 0,3%, pari all'incremento più sostenuto dell'ultimo decennio. Lo rende noto l'ufficio di statistica nipponico, secondo cui nel solo mese di marzo l'aumento su base annua è stato dell'1,2%, il passo più ampio dall'1,8% di marzo del 1998. Come le altre banche centrali, la Bank of Japan (BoJ), invece dell'atteso riscaldamento dei prezzi per l'accresciuta domanda, deve affrontare l'aumento dei costi dei carburanti, delle materie prime e dei prodotti alimentari. L'istituto centrale persegue una politica monetaria con tassi pressoché vicini allo zero, solo 0,5%, ma secondo le previsioni dei mercati dovrebbe almeno dimezzare gli attuali livelli entro la fine dell'anno per stimolare l'economia. Tuttavia, pur riconoscendo una congiuntura mondiale difficile, il neogovernatore della Boj, Masaaki Shirakawa, ha più volte ribadito di recente che la seconda economia più grande al mondo sta tornando a una moderata tendenza espansiva, vicino al suo tasso di crescita potenziale, stimato in circa l'1,5 per cento. ATS
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