
Dovrebbero iniziare ancora questo mese le trattative tra Svizzera e Germania per rivedere la Convenzione di doppia imposizione tra i due paesi. È quanto ha affermato oggi il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, al termine di una riunione di governo nella quale la grande coalizione ha concretizzato la nuova legge contro l'evasione fiscale. Non è però ancora stato specificato quali Stati finiranno sulla sua lista "nera" dei paradisi fiscali. Stando all'ordinanza approvata oggi dal governo tedesco, oltre al Ministero delle finanze anche quello degli esteri e dell'economia potranno dire la loro sui paesi non cooperativi per i quali entrerà in vigore la nuova legge contro l'evasione fiscale. In particolare essa consente al fisco tedesco di esigere maggiori informazioni dai contribuenti che investono in determinati paesi considerati paradisi fiscali. Una lista "nera" non è ancora stata ultimata, ma verrà preparata "senza tentennamenti", ha annunciato Steinbrück. Sulla lista "nera" verranno inseriti paesi e regioni che non si adeguano agli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e che si oppongono a un'intesa diplomatica con lo Stato tedesco. Stando a Steinbrück, negli ultimi mesi circa quaranta paesi hanno adottato gli standard dell'OCSE. Le trattative per rinegoziare l'accordo di doppia imposizione con la Svizzera "inizieranno ancora questo mese", ha aggiunto il ministro delle finanze tedesco. Alla fine di giugno, Steinbrück e il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz avevano concordato l'avvio di trattative per estendere l'assistenza amministrativa ai casi di evasione fiscale (e non solo di frode). Alla fine di luglio, la Svizzera ha inoltre parafato il dodicesimo accordo di doppia imposizione, condizione necessaria per non figurare sulla lista "grigia" degli Stati del G-20. ATS
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