
Nell'ambito dell'indagine sul dieselgate sono state perquisite oggi le abitazioni private e gli uffici personali del Ceo di Audi, Rupert Stadler, e di un altro membro del consiglio di amministrazione della casa automobilistica. Lo rende noto la procura di Monaco II. A entrambi viene contestato il reato di frode e falso in atti d'ufficio. Si tratta, ancora una volta, dell'accusa di aver portato sul mercato veicoli diesel con software che manipolavano il controllo della soglia delle emissione di gas nocivi. "Noi cooperiamo pienamente con l'autorità" ha reso noto un portavoce dell'azienda. Intanto oggi il presidente della confindustria tedesca (BDI), Dieter Kempf, non ha risparmiato critiche al management del settore automobilistico: "chi ha fatto errori deve chiamarli con il proprio nome, scusarsi, ripararli, assumersi la responsabilità e quindi recuperare fiducia". Dopo la scoperta della violazione della legge "non vi nascondo che mi sarei aspettato un altro comportamento", ha continuato il presidente della BDI, Kempf.
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