
Pil, export e occupazione in netta crescita: la Germania riprende a correre dopo aver tirato il fiato, l'anno scorso. E Francoforte festeggia, chiudendo con un netto rialzo del Dax oltre 9.478 punti (+2,03%). Il governo tedesco prevede per l'anno in corso e per il 2015 una sensibile crescita economica, e ritocca così al rialzo le precedenti stime. A dispetto delle difficoltà dei vicini europei, Berlino punta su un aumento del Pil nel 2014 dell'1,8%, mentre per il 2015 la crescita è stimata al 2%. Gli esperti del ministero dell'Economia hanno così alzato di 0,1 punti percentuali quanto previsto solo pochi mesi prima. Nel rapporto sull'andamento economico, che sarà presentato ufficialmente domani e oggi è stato anticipato dalla stampa, il governo di grande coalizione ha rivisto anche la crescita delle esportazioni. Stando alle nuove stime l'anno in corso si dovrebbe chiudere con un aumento del 4,1% per l'export nazionale. Numeri positivi anche sul fronte dell'occupazione, dove il governo attende un valore record con 42,1 milioni di occupati, 240mila persone in più dell'anno precedente. Le nuove stime sono però condizionate: "Come elemento centrale delle proiezioni - si legge nella bozza del rapporto -, si considera che il settore finanziario resti stabile e che, in particolare nell'eurozona, non si verifichino sviluppi negativi, che, come conseguenza, comportino una significativa ondata di insicurezza tra gli investitori". Se le condizioni saranno rispettate, "la crescita in Germania sarà prevedibilmente di nuovo nettamente al di sopra della media dell'eurozona", si legge ancora. Dopo un aumento contenuto del Pil nel 2013, pari allo 0,4%, quest'anno e nel 2015 un fattore importante della crescita tedesca sarà il consumo interno, spiegano gli esperti del ministero dell'Economia, aiutato dall'alto tasso di occupati e da investimenti da parte dello Stato. La disoccupazione, prevede il rapporto, calerà infatti ancora di un decimale, dal 6,9% al 6,8%: "Il mercato del lavoro oggi è ricettivo come lo è stato raramente in precedenza". Anche quest'anno, come negli anni precedenti, il governo tedesco resta cauto nelle previsioni, nonostante il lieve ritocco verso l'alto. L'associazione delle camere di commercio e dell'industria, per esempio, prevede una crescita del Pil pari al 2% già per il 2014. Anche se sulla stima pesa l'incertezza della svolta energetica. La Germania punta a utilizzare parte della crescita economica, con le conseguenti maggiori entrate fiscali, per ridurre sensibilmente il debito pubblico, rientrando nei parametri di Maastricht entro dieci anni. Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, infatti, entro il 2017 il debito pubblico tedesco dovrebbe rientrare al 70% del Pil dall'attuale 80% circa, per arrivare in dieci anni al 60%.
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