
Sono circa 30 le compagnie aeree che rischiano la bancarotta prima di Natale: lo ha affermato l'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh. Potrebbero quindi diventare sempre più frequenti, spiega Walsh citato oggi dai principali quotidiani del Regno Unito, scene come quelle di ieri, quando 85mila passeggeri sono rimasti bloccati in varie località del mondo dopo il collasso finanziario della XL Leisure Group, terzo tour operator britannico che controlla la linea aerea di charter XL Airways. E la prossima vittima illustre potrebbe essere proprio la compagnia di bandiera italiana, l'Alitalia. Tra le cause principali la diminuzione delle prenotazioni, conseguenza della crisi economica globale, e l'aumento del costo del carburante che è duplicato nell'ultimo anno. "Ci troviamo nella peggior situazione commerciale mai attraversata dall'industria (turistica)", ha detto Walsh che ha anche annunciato fino a 1400 tagli per la British Airways. Per ora il programma di riduzione personale è affidato a un piano di esodi volontari, ultimo step di un piano di ristrutturazione lanciato nel 2005, ma che negli ultimi tempi ha subito un'accelerazione e non si esclude che entro la fine dell'anno si passi a veri e propri licenziamenti. I più a rischio, sostengono gli esperti del settore, sono le compagnie aeree e i tour operator più piccoli. Ma anche i più importanti tour operator britannici, TUI Travel e Thomas Cook, hanno già annunciato che taglieranno circa dell'8% il numero di pacchetti turistici in offerta per la prossima estate, nel timore che la domanda di vacanze possa calare ancora. ATS
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