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Economia
Gas: Russia taglia; Ue a corto
Redazione
18 anni fa

La Russia ha mantenuto le promesse e dalle prime ore di oggi ha chiuso i rubinetti del gas all'Ucraina. E molti paesi del vecchio continente stamattina si sono svegliati a corto di metano: Ucraina, Bulgaria, Romania, Ungheria, Croazia, Macedonia, Grecia e Turchia e Italia che da stanotte registra - secondo prime indicazioni - un blocco totale delle importazioni di metano dalla Russia. Gazprom ha dato così seguito immediato alle indicazioni arrivate ieri dal presidente russo Vladimir Putin e, dopo la riduzione già decisa il primo gennaio, nella notte ha tagliato ancora e drasticamente, del 75%, le forniture a Kiev, colpevole, secondo Mosca, di aver sottratto abusivamente gas in transito verso i mercati europei. I russi, ha annunciato all'alba la società ucraina Naftogaz, "hanno ridotto le forniture a 92 milioni di metri cubi al giorno dai 221 milioni di metri cubi previsti, senza alcuna spiegazione. Noi non comprendiamo come faremo per far proseguire il gas verso l'Europa. Ciò significa che da qui a qualche ora cominceranno problemi di approvvigionamento in Europa". E così é stato. A valanga Bulgaria, Ungheria, Grecia, Turchia, Macedonia e Romania hanno visto prosciugarsi i rubinetti. Ed anche alle porte dell'Italia, l'Austria ha dovuto fare i conti con un approvvigionamento ridotto al 10% e la Croazia con forniture totalmente azzerate. Anche in Italia dalla scorsa notte si è registrato un blocco totale delle forniture russe (un quinto del fabbisogno complessivo del Paese) ed oggi sono previsti flussi drasticamente ridotti dalla Russia. Per la Penisola la situazione comunque "non presenta particolari preoccupazioni" grazie agli alti livelli degli stoccaggi e ai bassi consumi registrati fino ad ora, ha fatto sapere il ministero italiano dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che si è però anche affrettato a massimizzare l'import dagli altri paesi fornitori, dall'Algeria alla Norvegia. Per compensare i tagli all'Europa, Gazprom ha predisposto l'aumento dei flussi attraverso la Bielorussia. Una mossa che comunque non è bastata ad arginare le perdite. La Russia sta usando tutte le sue capacità di fornitura, utilizzando rotte alternative all'Ucraina, ha sottolineato il vicepresidente Alexandr Medvedev, ma "non è fisicamente e tecnicamente possibile" compensare completamente il taglio delle forniture in transito attraverso Kiev. Così i 300 milioni di metri cubi normalmente in arrivo in Europa si sono ridotti oggi a "soli 40 milioni", ha specificato. Una quantità minima, "inaccettabile" per l'Unione europea, che ha condannato entrambi i Paesi, che si rimpallano la responsabilità, e ha chiesto un immediato ripristino delle normali forniture. ATS

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