
Ci sono "segni di stabilizzazione delle economie, ma la situazione rimane incerta" ed esistono "rischi significativi per la stabilità finanziaria ed economica". Lo ripetono ancora una volta i grandi dell'economia mondiale nel comunicato finale che segue i lavori del G7 finanziario di Lecce, ultima tappa preparatoria al G8 dell'Aquila che segnerà il culmine della presidenza italiana. Secondo il comunicato finale, i segni positivi sono indicati "nel recupero dei mercati azionari, nel declino degli spread sui tassi di interesse, nell'accresciuta fiducia delle aziende e dei consumatori". D'altro canto, anche "dopo che la crescita della produzione inizia a salire, la disoccupazione aumenta e i Paesi si impegnano a continuare le azioni per ridurre l'impatto della crisi sull'occupazione". Anche per questo il G7-G8 delle Finanze chiede al Fondo monetario "di assistere" i Paesi nel valutare le diverse strategie di uscita dalle misure anticrisi messe in campo dai governi, mentre gli Stati Uniti affermano esplicitamente che non è il momento di dire addio alle misure di stimolo adottate per combattere la crisi. "È ancora troppo presto", spiega il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, perché stimolare la crescita economica deve rimanere "l'obiettivo principale" dei governi: "mentre le forze della tempesta economica si stanno attenuando", precisa Geithner, l'economia mondiale deve ancora affrontare "sfide molto severe". Del resto, nel comunicato finale, i ministri confermano l'impegno ad attivare quelle misure di sostegno all'economia, come già concordato, e continueranno a varare pacchetti di stimolo per l'economia se sarà necessario, anche se mettono in evidenza che lo faranno nella misura in cui non si rischierà un'impennata dell'inflazione o un aumento dei deficit pubblici. "Dobbiamo restare vigili per essere certi che la fiducia di investitori e consumatori venga pienamente ristabilita e che la crescita sia sostenuta da mercati finanziari stabili e fondamentali solidi", avvertono, sottolineando come la recente impennata dei rendimenti obbligazionari dimostri che i mercati temono un impennata dell'inflazione a causa dell'ingente quantità di liquidità immessa sui circuiti internazionali. Quindi è necessario studiare delle strategie di uscita per eliminare i piani di stimolo nel momento in cui non sono più ritenuti necessari. Resta anche senza sostanziali passi in avanti il coordinamento sulla misurazione della solidità finanziaria in Europa. I ministri finanziari del G8 non hanno infatti trovato punti d'accordo sugli 'stress test' da effettuare sulle banche del Vecchio Continente. Il ministro dell'Economia francese, Christine Lagarde, sintetizza questo aspetto affermando come i Paesi europei spiegheranno "educatamente agli americani" che non sarà facile trovare un accordo sugli stress test nel breve periodo. ATS
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