
L'impegno del G20 deve essere non solo quello di archiviare definitivamente l'era dei superbonus dei manager bancari, ma anche quello di mettere in campo misure di forte contrasto alla speculazione internazionale. Oltre a quello di un rafforzamento della vigilanza finanziaria a tutti i livelli. I leader della Ue - riuniti a Bruxelles per preparare l'appuntamento di Pittsburgh del 24 e 25 settembre - sembrano uniti sulle richieste da avanzare alle altre potenze mondiali. E sembrano decisi a mettere sotto pressione soprattutto gli Stati Uniti, tuttora restii ad una riforma dell'architettura finanziaria internazionale che introduca troppe regole sui mercati. "C'é un accordo consolidato tra tutti i capi di Stato e di governo della Ue affinché i Paesi europei che siederanno al G20 esprimano una posizione comune di tutti i Paesi dell'Unione", ha assicurato il premier italiano Silvio Berlusconi, spiegando come per l'Italia la parte fondamentale del documento dei 27 è quella in cui si chiede un'azione più decisa nel contrastare la speculazione. "E' una parte che va rafforzata", ha detto il premier, "perché se quello del tetto ai bonus è un punto importante, quello della speculazione vale cento volte di più, visto che la variabilità dei prezzi delle materie prime , delle risorse energetiche e dei prodotti alimentari determina tragedie come, ad esempio, la fame in Africa". Riemerge intanto l'idea di introdurre la Tobin tax, una tassa sulle transazioni finanziarie che finanzi la lotta alla fame nel mondo, ma anche il risanamento dei conti pubblici deteriorati dalla crisi. A rilanciarla è stato di recente il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. Ma non tutti gli Stati membri dell'Ue sembrano essere d'accordo, a partire dalla Svezia che detiene la presidenza di turno della Ue. D'accordo si é invece detta la cancelliera tedesca, Angle Merkel, che potrebbe essere sostenuta anche dal premier britannico, Gordon Brown, e dal presidente francese, Nicolas Sarkozy. Tutti uniti, invece, sull'urgenza di una vera e propria stretta sui bonus dei manager delle banche, accogliendo l'iniziativa portata avanti nelle ultime settimane dal presidente francese Sarkozy, e dalla cancelliera Merkel. Quello che l'Europa vuole - e anche le resistenze di Londra sembrano essere in gran parte superate - è dare un segnale forte che rimetta "in riga" quelle banche che, nonostante la lezione della crisi finanziaria, continuano a pianificare sistemi di remunerazione "perversi", che favoriscono la presa di rischi eccessivi. Per questo al G20 si chiederà di varare "regole vincolanti" sui bonus, accompagnate dalla "minaccia di sanzioni" per chi non le rispetterà. In particolare, si chiede di legare la parte variabile delle remunerazioni alle perfomance effettive delle banche, posticipando il riconoscimento dei bonus se i conti vanno male. Capitolo ripresa. Nonostante le resistenze della Germania, che più volte ha chiesto uno stop immediato degli stimoli di bilancio per rilanciare l'economia, i 27 concordano sul fatto che non è il momento per farlo. "Gli sforzi devono essere mantenuti fino a che la ripresa non sia garantita", si legge nel documento finale del vertice. E sebbene ci sia la necessità di cominciare a elaborare delle strategie di uscita dalla crisi che siano coordinate, si sottolinea come queste vadano attuate solo nel momento in cui l'economia mondiale ed europea ripartirà. Piuttosto la Ue chiede di dare in questa fase la priorità assoluta all'emergenza occupazione, mettendo in campo tutte le misure necessarie per salvaguardare i posti, crearne di nuovi e per promuovere la mobilità e la formazione professionale. Infine, la lotta ai cambiamenti climatici. Per la Ue il G20 dovrà lanciare un appello a tutte le parti interessate perché alla conferenza di Copenaghen di fine anno si facciano "significativi progressi nei negoziati", trovando un accordo sugli obiettivi individuati al recente G8 dell'Aquila. Dunque, riducendo le emissioni di almeno l'80% entro il 2050. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

