Cerca e trova immobili
Economia
G20: "Eliminare il segreto bancario"
Redazione
15 anni fa
Secondo l'OCSE l'obiettivo deve essere quello di giungere allo scambio automatico di informazioni. Sarkozy: "Basta con i paradisi fiscali"

L'impegno dei Paesi del G20 per mettere fine al segreto bancario e il rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta all'evasione fiscale ha già dato i primi risultati: “Negli ultimi due anni il gettito fiscale in venti Paesi è aumentato di circa 14 miliardi di euro”. È quanto si legge in un report consegnato dal segretario generale dell'OCSE, Angel Gurria, ai lavori del G20.“Anche le banche - si legge nel documento - stanno cambiando atteggiamento nei confronti dell'evasione offshore”. Sono tuttavia “necessarie ulteriori azioni perché i miliardi di dollari di asset non dichiarati restano offshore”. È anche necessario, secondo l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, “rimuovere le barriere per un effettivo automatico scambio di informazioni nei Paesi che hanno già  aderito a questo principio di cooperazione nel campo fiscale”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy è ancora più deciso. "Non vogliamo più paradisi fiscali". Ha affermato nella conferenza stampa finale del vertice G20 di Cannes secondo cui "devono essere messi al bando della comunità internazionale" e annunciando misure anche sul fronte del segreto bancario.Negli ultimi due anni grazie al rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta all'evasione fiscale e con le operazioni di regolarizzazioni di capitali all'estero attuate da molti Paesi “sono emersi oltre centomila grandi contribuenti che prima detenevano la loro ricchezza” nei paradisi offshore.È quanto calcola l'OCSE in un report consegnato oggi nel corso dei lavori del G20. Dallo studio, che prende come riferimento la situazione a partire dal G20 di Londra, emerge che l'Italia, grazie al gettito dello scudo 2009-2010 (nel documento OCSE: 5,6 miliardi di euro di maggior gettito e 104,5 miliardi di euro di asset emersi), risulta al primo posto per maggiori entrate arrivate dalle iniziative di "compliance" nell'ambito dell'evasione offshore. L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico spiega poi che “in Francia, per esempio, circa cinquemila contribuenti hanno volontariamente dichiarato i loro asset offshore, cedendo oltre un milione di euro di tasse; in Germania circa trentamila contribuenti sono stati identificati come evasori e il rientro in termini di gettito è stato di due miliardi di euro di tasse. Negli Stati Uniti le “emersioni” sono state trentamila e il gettito aggiuntivo ha raggiunto quasi tre miliardi di dollari finora”.Per l'organizzazione guidata da Angel Gurria “possiamo aspettarci un multiplo di tali importi da raccogliere nei prossimi anni poiché l'effetto “deterrenza” sarà un segnale forte a chi ancora vorrebbe evadere".ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata