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Economia
Fusioni: PMI rimangono molto attive, Ticino fra più dinamici
Redazione
9 anni fa

Le piccole e medie imprese (PMI) rimangono molto attive sul fronte delle fusioni e delle acquisizioni: nel 2017 in Svizzera ne sono state osservate 201, il 5% in più dell'anno precedente, rivela uno studio pubblicato oggi dalla società di consulenza Deloitte. In Ticino le transazioni sono state 11: il cantone italofono appare il più dinamico dopo Zurigo (44) e Vaud (12). A livello nazionale le operazioni sono tornate a salire l'anno scorso (191), dopo essere calate nel 2015 (176) e nel 2014 (216), anni che hanno presentato valori inferiori a quelli del 2013 (231). Per la prima volta dal 2013 sono tornate ad aumentare le transazioni puramente elvetiche. "Dopo lo shock provocato dal rafforzamento del franco tre anni or sono molte PMI hanno aumentato l'efficienza, hanno investito nell'innovazione nonché nella qualità e hanno reso maggiormente concorrenziali i loro prezzi", afferma Jean-François Lagassé, dirigente della filiale elvetica di Deloitte, citato in un comunicato. Le aziende hanno puntato sulla crescita e questo ha reso più vivace il mercato delle fusioni. L'anno scorso 70 PMI sono state rilevate da entità straniere, 60 hanno effettuato acquisizioni all'estero e 71 sono state interessate da operazioni nei confini della Confederazione. Da una parte famiglie imprenditoriali senza successori vendono la loro azienda in Svizzera, dall'altra vi sono investitori esteri fortemente interessati al made in Switzerland e al suo know how, osserva Lagassé. Gli acquirenti stranieri provenivano soprattutto dal Nordamerica (+895 a 17 transazioni) e dalla Germania (+88% a 15). In calo sono per contro le operazioni orchestrate da francesi (-58% a 8) e da cinesi (-66% a 1). A quest'ultimo proposito Lagassé fa notare come gli investitori cinesi non abbiano mai assunto una posizione importante in materia di PMI, preferendo puntare su aziende di dimensioni maggiori. A livello settoriale spicca l'aumento delle operazioni concernenti il campo della tecnologia, dei media e delle telecomunicazioni (+89% a 9). In questi campi sono attivi in particolare investitori stranieri, che vogliono beneficiare del potenziale delle nuove tecnologie. Le prospettive generali appaiono rosee, secondo gli specialisti si Deloitte: il 2018 si annuncia buono per le PMI e di conseguenza le fusioni dovrebbero ulteriormente aumentare. Riguardo alle tensioni valutarie la prudenza è comunque d'obbligo: la Banca nazionale svizzera potrebbe seguire la Federal Reserve americana e la Banca centrale europea, decidendo di normalizzare rapidamente la sua politica monetaria, cosa che metterebbe bruscamente fine al processo di indebolimento del franco. Per le PMI sono inoltre importanti la riforma della fiscalità delle imprese e buoni rapporti con l'UE, conclude Lagassé.

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